Forza Italia contesta l’operazione annunciata dalla Giunta Sadegholvaad per l’acquisto dell’immobile di via Angherà, a Rimini, attualmente utilizzato dall’Università. L’edificio dovrebbe essere rilevato dal Comune dalla Fondazione Carim per una somma di 9 milioni di euro e successivamente concesso in comodato gratuito all’Ateneo.
Secondo il partito, la scelta non sarebbe accompagnata da garanzie formali sull’attivazione di nuovi corsi di laurea né da un effettivo aumento degli spazi destinati agli studenti. La struttura, viene osservato, è già occupata dall’Università: il passaggio della proprietà dal soggetto privato all’ente pubblico cambierebbe quindi l’intestatario dell’immobile, senza aggiungere aule o posti studio.
Le contestazioni sull’accordo con l’Ateneo
Nel mirino di Forza Italia c’è innanzitutto l’assenza, allo stato attuale, di un protocollo d’intesa o di un impegno vincolante dell’Alma Mater Studiorum. Il partito mette in dubbio che i risparmi derivanti dal mancato pagamento dell’affitto possano essere destinati a nuovi corsi e servizi per il campus riminese, in assenza di un accordo scritto che definisca obiettivi e ricadute per il territorio.
La formazione di opposizione critica inoltre la decisione di impiegare risorse pubbliche per rilevare la proprietà dalla Fondazione Carim. A suo giudizio, l’ente locale finirebbe per assumere costi di gestione, manutenzione e adeguamento dell’edificio, sollevando il precedente proprietario dai relativi oneri e sostituendosi all’Ateneo o allo Stato nella copertura delle spese per le sedi universitarie.
Richiesta di accesso agli atti
Forza Italia chiede chiarimenti anche sulla valutazione economica dell’immobile. Tra gli elementi indicati figurano l’identità del soggetto che ha stimato il valore di 9 milioni di euro, l’eventuale esistenza di una perizia di congruità dell’Agenzia delle Entrate e l’ammontare degli interventi necessari per gli adeguamenti sismici, energetici e antincendio.
Il partito annuncia la presentazione di un’interrogazione in Consiglio comunale e una richiesta di accesso agli atti per acquisire verbali, perizie di stima e pareri dei revisori dei conti. Nella nota, l’operazione viene definita amministrativamente rischiosa e viene prospettata la necessità di verificare anche l’eventuale configurabilità di un danno erariale, valutazione che spetterebbe agli organi competenti.
La forza politica sollecita infine una posizione comune dell’opposizione e chiede che l’impiego delle risorse dei cittadini sia accompagnato da impegni verificabili sull’offerta universitaria e sui benefici per la comunità studentesca di Rimini.