Sequestro preventivo per un’attività di recupero e gestione di rifiuti speciali non pericolosi in via dell’Industria a Montemurlo. Il provvedimento, adottato al termine di un controllo interforze, è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria. L’azienda operava senza le autorizzazioni prescritte per il trattamento e il deposito dei materiali.
L’intervento si è svolto nei giorni scorsi e ha coinvolto la polizia locale di Montemurlo, i carabinieri della Compagnia di Montemurlo, i tecnici di Arpat, il personale dell’Asl, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane, gli ispettori del lavoro, l’Inps e i vigili del fuoco. La verifica ha interessato gli spazi e le modalità di gestione dell’attività, facendo emergere una situazione ritenuta incompatibile con quanto dichiarato.
Oltre 330 tonnellate accumulate
All’interno del capannone sono state trovate oltre 330 tonnellate di rifiuti, a fronte di un limite di 15 tonnellate al giorno previsto per il deposito temporaneo. Secondo gli accertamenti, la quantità complessiva e le condizioni di stoccaggio non risultavano compatibili né con gli spazi disponibili né con la tipologia di gestione dichiarata.
Tra i materiali accumulati figurano ingenti quantità di fibre tessili grezze, scarti della lavorazione tessile e cuoio, oltre a residui provenienti da cantieri edili e plafoniere. I rifiuti erano conservati in condizioni giudicate non idonee. Alla guida dell’azienda c’è una donna di 48 anni, cittadina cinese residente a Prato.
Bonifica necessaria per il dissequestro
Per ottenere il dissequestro dell’immobile, la titolare dovrà provvedere al completo e corretto smaltimento della massa di rifiuti, rispettando le prescrizioni e il cronoprogramma di bonifica predisposti da Arpat e vigili del fuoco. Il piano dovrà accompagnare la rimozione dei materiali e il ripristino di condizioni conformi alle norme.
La partecipazione dell’Agenzia delle Dogane si inserisce nelle attività di monitoraggio delle filiere di gestione dei materiali, con particolare attenzione alla prevenzione del traffico illecito transfrontaliero di rifiuti. Nel corso dei controlli sono stati richiamati anche recenti rinvenimenti al porto di Livorno, tra cui 500 tonnellate di scarti tessili dei pronto moda, stipate in 20 container e destinate alla spedizione in Malesia.
Il sindaco Simone Calamai ha ringraziato gli enti e le forze coinvolte, sottolineando il ruolo della polizia locale e la necessità di contrastare attività svolte in violazione delle regole ambientali. L’assessore alla polizia locale Giuseppe Forastiero ha evidenziato l’importanza del coordinamento tra forze dell’ordine, amministrazione ed enti tecnici, oltre al lavoro di analisi e classificazione dei materiali svolto da Arpat.