Sabato 31 ottobre la scultrice Rabarama inaugura la mostra personale «Armonie dei corpi» negli spazi di Art Events Mazzoleni, in via Borfuro 12 a Bergamo. Il percorso comprende 24 opere in bronzo dipinto realizzate dal 2010 a oggi e sarà presentato con un cocktail di benvenuto alle 16.30. L’esposizione resterà aperta fino al 15 dicembre, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, con chiusura il lunedì.
Rabarama, nome d’arte di Paola Epifani, è una scultrice romana adottata da Padova da quasi trent’anni, conosciuta anche a livello internazionale per opere spesso monumentali. Il suo lavoro è caratterizzato da corpi decorati con motivi e segni ricorrenti: forme a nido d’ape, pezzi di puzzle, lettere, spartiti, geroglifici, fasce, labirinti ed esagrammi. «Mi piace poter raccontare la ricerca di se stessi attraverso il corpo, che considero un luogo sacro», spiega l’artista.
Simboli e percorsi interiori
La ricerca di Rabarama è iniziata negli anni Novanta e ha nella grafia il proprio tratto distintivo. Tra le opere presenti all’ingresso della galleria c’è «Bozzolo», decorata con un puzzle. Ogni tassello, secondo la scultrice, rappresenta la parte più piccola dell’individuo, a sua volta parte viva dell’universo. I nidi d’ape di «Im-plosione» richiamano invece il Dna, le cellule e le infinite combinazioni dell’umanità. Le catenelle che compongono il motivo suggeriscono, nelle parole dell’artista, la possibilità di implodere oppure di aprirsi in base al percorso scelto.
Tra i lavori in mostra figura anche «A-mors», interpretata come l’amore vero, capace di andare oltre la vita terrena. Sulle mani degli amanti sono dipinti degli occhi, elemento che l’artista collega al modo di guardare al futuro attraverso ciò che crea. «Trans-porto», nella versione più piccola rispetto a quella monumentale, presenta grandi lettere blu su una superficie bianca: un metalinguaggio, simile a un cruciverba, per osservare la vita da un’altra prospettiva.
Dalla musica alla Biennale
«Trans-catarsi» raffigura una figura appoggiata sulla schiena, con cellette a forma di meccanismo sulla pelle. L’immagine richiama la condizione di chi si sente bloccato in un ingranaggio, ma anche la possibilità di uno slancio verso la vita. La scultura indicata come più rappresentativa è «Madama Butterfly», esposta nelle versioni azzurra e rosa e ricoperta da uno spartito. L’opera è nata come omaggio a Giacomo Puccini nel centenario della morte, avvenuta nel 1924, attraverso le sue eroine.
Rabarama racconta di essere cresciuta in una famiglia di artisti, in un ambiente che le ha garantito libertà, materiali e spazio per lavorare. Nel 2011 ha partecipato alla 54ª Biennale di Venezia con l’opera monumentale «Abbandono», realizzata in marmo di Carrara. I suoi lavori sono stati esposti in diversi Paesi europei, in America e in Cina, dove alcune opere sono collocate stabilmente in piazze pubbliche. A Bergamo, il percorso della galleria propone una sintesi della sua produzione attraverso 24 sculture.