Riccione (RN)

Viale Ceccarini, scontro sulle attività chiuse a Riccione

Il video di Luciano Colono divide il dibattito: Forza Italia e Cna chiedono confronto sulle prospettive del centro

Viale Ceccarini torna al centro del dibattito a Riccione dopo il video pubblicato sui social da Luciano Colono, imprenditore titolare della caffetteria Victor e dell’osteria Aò. Nel filmato, diventato virale, Colono mostra i numerosi negozi sfitti lungo il viale e nelle strade laterali, collegando la situazione ai lavori di riqualificazione in corso.

La contestazione ai lavori

L’imprenditore ha rivolto un duro attacco all’amministrazione comunale e alla sindaca Angelini, accusandole di non aver ascoltato le esigenze degli operatori economici prima di procedere con il cantiere. Nel video parla di una ecatombe di piccole attività e critica la decisione di portare avanti il progetto senza, a suo giudizio, un confronto adeguato con commercianti e imprenditori.

Il filmato ha alimentato il confronto pubblico e ha suscitato anche reazioni critiche nei confronti dello stesso Colono. Alessandro Bartorelli, esponente di Forza Italia, ha invitato alla prudenza nella comunicazione, pur esprimendo solidarietà agli operatori che continuano a lavorare nonostante le difficoltà. Secondo Bartorelli, denunciare i problemi è necessario, ma senza trasmettere l’immagine di una città priva di prospettive o destinata al declino.

Il confronto sulle prospettive

Forza Italia sostiene che servano responsabilità, spirito costruttivo e collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese. L’obiettivo indicato è ottenere risposte concrete dall’amministrazione, tutelando allo stesso tempo l’immagine commerciale e turistica di Riccione.

Una lettura più ampia arriva da Cna Riccione, secondo cui le difficoltà del commercio non dipendono soltanto dai lavori di viale Ceccarini. L’associazione cita la concorrenza globale, la crescita dell’e-commerce, i cambiamenti nelle abitudini di acquisto, l’aumento dei costi e le incertezze internazionali. Tra i fattori locali indica anche le scelte del passato e il ritardo nella riqualificazione del viale, la cui ultima grande trasformazione risale al 1989.

Cna riconosce all’amministrazione lo sforzo di investire nella trasformazione della città, precisando però che ogni scelta deve essere valutata anche alla luce delle difficoltà vissute oggi dai commercianti. L’associazione considera riduttivo attribuire all’ente locale tutte le responsabilità dei problemi accumulati negli anni e invita a evitare descrizioni di Riccione come una città senza futuro, perché potrebbero danneggiare proprio le attività da sostenere.

Nel suo intervento, Cna richiama infine la necessità di adattare i modelli d’impresa ai cambiamenti della clientela e del mercato. L’associazione cita anche l’evoluzione delle competenze professionali e la crescita dell’uso dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane. Per il futuro di viale Ceccarini e della città, la proposta è costruire una visione comune attraverso la collaborazione tra imprese, amministrazione e territorio.