Il Courmayeur Climate Hub ha ricevuto una menzione al Premio regionale IN/Architettura 2026 per il progetto di restauro dell’ex Hotel Ange, nel centro storico di Courmayeur. L’intervento, curato dallo studio WAU Architetti, ha recuperato un edificio di fine Ottocento trasformandolo in uno spazio aperto alla comunità, senza cancellarne gli elementi architettonici e decorativi originari.
Il riconoscimento è stato consegnato mercoledì 28 ottobre alle Gallerie d’Italia di Torino. A riceverlo sono stati i progettisti, il Comune di Courmayeur, committente dei lavori, e le imprese Bertini e Novaria Restauri, che hanno eseguito l’intervento. Il premio è promosso dall’Istituto nazionale di architettura, IN/Arch, e da Ance, in collaborazione con Archilovers.
Il progetto di recupero
La giuria ha valutato positivamente anche il coinvolgimento della comunità locale e il confronto sviluppato durante la progettazione con la Soprintendenza e l’amministrazione comunale. Il percorso condiviso ha consentito di preservare il valore storico dell’immobile, adeguandolo al tempo stesso a nuove funzioni e alle esigenze di utilizzo contemporanee.
Il restauro rientra nel progetto Courmayeur Climate Hub, finanziato con fondi Pnrr attraverso il Bando Borghi. L’iniziativa comprende dieci linee di intervento dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del territorio. I lavori hanno interessato in particolare il Salone e il Foyer dell’ex Hotel Ange, con un’attenzione specifica ai dipinti murali della sala principale, oggi denominata Sala dei Dipinti.
Accanto alla conservazione degli ambienti storici, il progetto ha previsto l’inserimento di nuovi elementi architettonici, tra cui una scala elicoidale, una copertura tecnica per il Salone e un loggiato esterno. Gli spazi ospitano oggi convegni, mostre, eventi culturali, laboratori e attività di co-working, configurandosi come un punto di incontro e di lavoro destinato alla comunità.
Il riconoscimento al lavoro di squadra
Il sindaco di Courmayeur Roberto Rota ha attribuito il risultato al lavoro congiunto di progettisti, amministrazione, imprese e soggetti coinvolti nel recupero. Il primo cittadino ha sottolineato che gli spazi sono stati restituiti alla comunità nei tempi previsti e sono diventati un luogo polifunzionale per la ricerca, il confronto e gli eventi aperti al territorio.
Per Cristina Carla Maria Bardelli e Paolo Massa Bova Bovat, soci di WAU Architetti, la principale difficoltà è stata trovare un equilibrio tra la conservazione degli ambienti storici e l’inserimento di soluzioni contemporanee. Il confronto con la Soprintendenza, il Comune e la comunità locale ha accompagnato il lavoro in tutte le sue fasi.
Nella motivazione, la giuria ha evidenziato la capacità dell’intervento di mettere in relazione la storia dell’edificio con le necessità attuali. Il progetto ha quindi unito il recupero degli elementi originari alla trasformazione dell’ex albergo in una struttura destinata a funzioni culturali, formative e di aggregazione.