Il Comune di Rimini ha licenziato Simone Mazzi, 51 anni, agente della Polizia locale in servizio nella polizia giudiziaria. Il provvedimento riguarda l’utilizzo dei computer del Tribunale per verificare l’eventuale presenza di fascicoli e querele a suo carico e per predisporre dossier politici estranei alle mansioni di servizio.
Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, gli accessi sarebbero avvenuti durante la campagna elettorale del 2024. Mazzi, che è anche consigliere di Futuro Nazionale a Montefiore, avrebbe consultato le banche dati giudiziarie per controllare se risultassero procedimenti o denunce nei suoi confronti.
Il procedimento e la decisione del Comune
La vicenda giudiziaria si era conclusa con l’estinzione del reato dopo la messa alla prova e lo svolgimento di lavori socialmente utili. Nonostante l’esito del percorso giudiziario, l’amministrazione comunale ha ritenuto i comportamenti contestati incompatibili con il ruolo ricoperto e ha disposto il licenziamento dell’agente.
Il provvedimento riguarda anche la realizzazione di dossier politici, considerata estranea alle attività istituzionali dell’ufficio. La consultazione di informazioni giudiziarie per finalità personali o politiche è al centro della contestazione disciplinare, sulla base degli elementi riferiti dalla fonte.
Il ricorso annunciato
Simone Mazzi ha annunciato l’intenzione di ricorrere contro il licenziamento. Saranno quindi le eventuali iniziative successive a chiarire la sua posizione rispetto alla decisione adottata dal Comune di Rimini.
La fonte precisa infine che questa vicenda è distinta dall’inchiesta sul nucleo dei cosiddetti falchi. I due episodi, pertanto, non devono essere considerati parte dello stesso procedimento.