È stato condotto in carcere dai Carabinieri di Casalbuttano un uomo condannato in via definitiva per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Deve scontare una pena residua di 2 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione, in esecuzione di un ordine emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Cremona.
Le violenze tra le mura domestiche
I fatti contestati riguardano il periodo compreso tra il 2019 e il 2024. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell’Arma e successivamente formalizzato negli atti processuali, la convivenza familiare era segnata da episodi ripetuti di aggressività psicologica e fisica.
Le prevaricazioni, aggravate anche da problematiche legate all’abuso di alcol da parte dell’uomo, si sarebbero manifestate attraverso umiliazioni, minacce e percosse. La situazione di sofferenza sarebbe stata vissuta a lungo nel silenzio dalla donna, anche per la presenza del figlio ancora piccolo della coppia, spettatore involontario di molti degli episodi.
La denuncia e l’intervento dei militari
La svolta è arrivata nei primi giorni del gennaio 2024, dopo un violento alterco avvenuto nell’abitazione di famiglia. La gravità della situazione ha reso necessario l’intervento urgente di una pattuglia dei Carabinieri. Inizialmente restia a parlare, la donna si è poi rivolta al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Cremona, dove i sanitari hanno riscontrato lesioni e diversi ematomi agli arti, giudicati guaribili in alcuni giorni.
Sulla base del quadro clinico e del racconto della vittima, che ha presentato una denuncia-querela dettagliata ripercorrendo gli anni di sofferenze, la Stazione dei Carabinieri ha attivato le procedure previste dal Codice Rosso. La donna ha quindi lasciato l’abitazione coniugale e ha trovato protezione presso un familiare, fuori dal comune di residenza.
Il procedimento giudiziario ha portato alla conferma della responsabilità penale dell’uomo per i reati contestati. La Procura di Cremona ha quindi disposto l’ordine di carcerazione. Al termine dell’attività di rintraccio, i militari lo hanno individuato in un comune del territorio di competenza e, completate le formalità, lo hanno accompagnato alla Casa circondariale di Cremona.