Il Comune di Livorno ha presentato a Palazzo Comunale Urban Flow – Osservare, Relazionare, Attivare, un progetto sperimentale rivolto ai giovani dei quartieri Leccia e Scopaia. L’iniziativa prenderà il via venerdì 6 novembre 2026 e proseguirà fino a dicembre.
Il progetto è stato promosso e finanziato dal Consiglio di Zona 4, con il supporto dell’Amministrazione comunale. Le attività saranno curate dall’associazione Cuore Liburnia Sociale – ETS, incaricata di organizzare la presenza degli operatori nei luoghi frequentati dai ragazzi.
Presenza nei luoghi di ritrovo
Saranno quattro gli educatori coinvolti, tre donne e un uomo. Opereranno dalle 23 alle 2 nei pressi del centro commerciale della Leccia e accanto al campo di calcio della Scopaia, con l’obiettivo di incontrare i giovani durante le ore serali e notturne.
Il loro compito sarà ascoltare i ragazzi, osservare le dinamiche di aggregazione e individuare i principali luoghi di ritrovo. Gli operatori raccoglieranno gli elementi emersi durante gli incontri e monitoreranno le situazioni presenti nei due quartieri, senza limitarsi a un’attività di controllo.
Il percorso prevede anche una mappatura degli spazi utilizzati dai giovani e una cabina di regia condivisa con il Comune. Quest’ultima valuterà l’andamento della sperimentazione e potrà modificare gli interventi sulla base dei riscontri raccolti durante le settimane di attività.
Ascolto e prevenzione
L’iniziativa punta sul dialogo e sulla prevenzione, con l’intento di conciliare il bisogno di socialità dei ragazzi con la necessità di garantire la quiete dei residenti. Tra gli obiettivi indicati dai promotori c’è anche la possibilità di definire un modello da estendere, in futuro, ad altri quartieri della città.
Il sindaco Luca Salvetti ha ringraziato il Consiglio di Zona 4 per aver promosso il progetto e stanziato le risorse necessarie. Il primo cittadino ha descritto l’iniziativa come uno strumento per conoscere meglio le frequentazioni giovanili nelle due aree interessate.
La presidente del Consiglio di Zona 4, Rossella Porri, ha spiegato che il progetto nasce dalla volontà di ascoltare direttamente le esigenze e le fragilità dei ragazzi. Assunta Astorino, presidente di Cuore Liburnia Sociale, ha sottolineato il ruolo degli educatori nel favorire il confronto e nella ricerca condivisa di regole per l’utilizzo degli spazi.