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A Verona il 30 ottobre sciopero generale, nodo trasporti

Ritrovo alle 7.30 davanti alla stazione; possibili disagi in scuole, ambulatori e uffici pubblici.

È previsto per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale promosso dall’organizzazione sindacale USB. A Verona la mobilitazione sarà accompagnata da una manifestazione con ritrovo alle 7.30 in piazzale XXV Aprile, davanti alla stazione ferroviaria.

Al centro della protesta ci sono il riarmo, il carovita e le condizioni considerate precarie di lavoratori e giovani. USB chiede una riduzione dei prezzi, delle tariffe energetiche, degli affitti e dei mutui, insieme a un aumento dei salari e a un cambio di indirizzo sulle politiche legate alla guerra.

La mobilitazione e l’iniziativa a Verona

Secondo il sindacato, l’iniziativa avrà una dimensione internazionale e coinvolgerà anche numerosi porti. USB riferisce di una mobilitazione estesa a oltre 100 scali in 17 Paesi, con particolare attenzione alla contestazione del traffico di armi.

Nelle scorse ore, a Verona, alcuni attivisti non riconducibili a sigle sindacali hanno esposto sul Ponte Pietra uno striscione contro la guerra e il carovita. Sul messaggio erano riportate anche le indicazioni relative all’orario e al luogo del corteo in programma in città.

Il nodo del trasporto pubblico

Uno dei punti più controversi riguarda il trasporto pubblico. Con l’ordinanza numero 204 T del 27 ottobre, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha disposto il differimento dello sciopero nei settori soggetti a franchigia in vista della commemorazione dei defunti, compreso il trasporto pubblico.

Il Gruppo Fs ha quindi comunicato che la circolazione ferroviaria sarà regolare dalle 21 di giovedì 29 alle 21 di venerdì 30 ottobre, senza le variazioni normalmente collegate a uno sciopero. USB ha però contestato il provvedimento e ha annunciato l’intenzione di proseguire la protesta anche tra i lavoratori dei trasporti, dichiarando di essere pronta ad affrontare eventuali multe e sanzioni.

Possibili ripercussioni sono attese anche in altri servizi. Nelle scuole l’adesione del personale potrebbe incidere sul regolare svolgimento delle lezioni e delle attività didattiche. Nella sanità pubblica potrebbero verificarsi rallentamenti nelle prestazioni ambulatoriali e nelle attività non urgenti, mentre resteranno garantiti i servizi essenziali e quelli di emergenza.

Eventuali adesioni del personale amministrativo degli enti pubblici e locali potrebbero inoltre modificare la regolarità dei servizi offerti dagli uffici. Gli effetti concreti della mobilitazione dipenderanno quindi dal livello di partecipazione nei diversi settori e dall’applicazione delle disposizioni sul trasporto.