Il Premio Sinopoli è stato conferito al comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, generale Marco Aquilio, nel corso della cerimonia organizzata mercoledì sera 28 ottobre. Il riconoscimento è stato assegnato per il ruolo svolto e per l’impegno a servizio del territorio.
All’appuntamento hanno partecipato il sindaco Simone Venturini, autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni e componenti della società civile. Presenti anche Marzia Cossutta, vedova di Gabriele Sinopoli, e il figlio Filippo, in una serata dedicata alla memoria e alla riflessione su alcune problematiche sociali.
Il confronto sui disagi giovanili
Nel corso dell’iniziativa è stato proiettato un documentario sul cyberbullismo, seguito da un approfondimento sul fenomeno degli hikikomori, giovani che tendono a ritirarsi dalla vita sociale e a isolarsi per periodi prolungati. Il confronto ha richiamato l’importanza della prevenzione, dell’ascolto e della collaborazione tra istituzioni, famiglie, scuola e comunità.
Nel suo intervento, Venturini ha sottolineato che il Premio nasce da una tragedia legata alla violenza e al vuoto interiore, ma può rappresentare per Mestre un’occasione per ripartire con un messaggio positivo. Secondo il sindaco, per contrastare la violenza e la mala movida non sono sufficienti interventi separati da parte delle famiglie, della scuola, delle forze dell’ordine o del Comune: serve una comunità educante capace di agire insieme contro bullismo, abuso di alcol e ostentazione sui social.
Venturini ha inoltre annunciato l’istituzione, da parte del Comune, di un tavolo permanente di monitoraggio e dialogo. L’obiettivo sarà individuare referenti specifici per il confronto con i comitati, da Mestre Off Limits fino al coordinamento nazionale, così da analizzare i fenomeni e attivare forme concrete di tutela e prevenzione. Nel suo intervento il sindaco ha richiamato anche la sinergia territoriale guidata dalla prefettura.
La memoria di Gabriele Sinopoli
Il premio è dedicato a Gabriele Sinopoli, promotore finanziario vittima di una brutale aggressione il 2 settembre 2012. L’uomo è morto nell’aprile 2014 a causa dei traumi riportati. Il riconoscimento ne mantiene vivo il ricordo e rinnova ogni anno l’attenzione verso persone e realtà impegnate a valorizzare Mestre e a rafforzarne il tessuto sociale.