Alba (CN)

Due comunità energetiche per il Comune di Alba

L’amministrazione punta su fonti rinnovabili, coinvolgimento territoriale e possibili benefici sociali.

Il Comune di Alba si prepara ad aderire a due Comunità energetiche rinnovabili, con l’obiettivo di favorire la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili. La proposta, illustrata dall’assessore Roberto Cavallo durante la seconda commissione consiliare, dovrà ora passare all’esame del Consiglio comunale per completare il percorso istituzionale.

Le realtà individuate sono la Cer Solidale Alba, Langhe e Roero e la Cer Roero. La prima è nata da un progetto promosso dal comitato albese della Croce Rossa Italiana e si collega alla riqualificazione energetica della sede di via Ognissanti, sostenuta dalle Fondazioni CRC e CRT. L’obiettivo è costruire una rete di produzione e condivisione dell’energia radicata nel territorio albese.

Le due comunità energetiche

La Cer Roero è stata costituita nel 2024 su iniziativa di venti Comuni. Oggi riunisce trenta amministrazioni locali e più di mille soci tra cittadini, imprese, enti e associazioni. La comunità prevede di destinare il 10% degli incentivi riconosciuti a iniziative sociali, tra cui il contrasto alla povertà energetica e l’educazione ambientale nelle scuole.

Il percorso del Comune è partito da un precedente confronto in commissione, nel quale era stata richiesta una valutazione delle comunità energetiche alle quali l’amministrazione avrebbe potuto aderire. Successivamente, tra il 13 marzo e il 13 aprile 2026, Palazzo civico ha pubblicato una manifestazione di interesse. Le due Cer hanno presentato la propria candidatura e una commissione tecnica comunale ha esaminato la documentazione, riconoscendone l’idoneità.

Sulla base di questa valutazione, la Giunta ha approvato il 3 settembre un indirizzo favorevole all’adesione. Secondo quanto spiegato da Cavallo, l’ingresso nelle comunità non comporterà nuovi oneri economici per il Comune: eventuali quote associative saranno compensate attraverso i benefici riconosciuti sulle bollette.

Utenze e impianti da individuare

L’adesione non obbligherà l’amministrazione a destinare immediatamente tutte le utenze comunali alle Cer. I contatori potranno essere individuati progressivamente, distinguendo tra consumi e produzione. Il Comune dispone già di contratti per la fornitura di energia elettrica, ma potrà valutare il coinvolgimento di nuove utenze e di futuri impianti fotovoltaici negli immobili pubblici.

Durante la seduta, il commissario Lorenzo Paglieri ha chiesto chiarimenti sui costi associativi e sulla convenienza dell’operazione, alla luce dei contratti energetici già in essere. Cavallo ha precisato che la quota di 3mila euro prevista per i soci fondatori di una delle comunità non riguarda il Comune, che entrerà come nuovo partecipante. I vantaggi economici, ha spiegato, potranno concretizzarsi soprattutto con nuovi contatori e nuovi impianti, senza modificare gli obblighi contrattuali esistenti.

L’assessore ha inoltre confermato che potranno aderire anche privati, cittadini e condomìni, attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici e la condivisione dell’energia prodotta. Per l’amministrazione, il valore dell’iniziativa non riguarda soltanto il possibile contenimento dei costi, ma anche la sensibilizzazione del territorio su uno strumento ancora poco diffuso.

L’ingresso nelle due comunità non impedirà al Comune di valutare future adesioni ad altre Cer. La proposta sarà ora sottoposta al Consiglio comunale, con l’obiettivo di utilizzare progressivamente il modello nella gestione del patrimonio pubblico e di favorire la partecipazione di cittadini e attività economiche alla produzione di energia rinnovabile.