Il giorno dopo la sentenza sulla decadenza di Renzo Testolin, Alleanza Verdi e Sinistra sposta il confronto dalla ricomposizione della Giunta al tema del rispetto delle regole. Durante una conferenza stampa, Elio Riccarand ha parlato di una violazione di legge macroscopica, sostenendo che la vicenda evidenzi una carenza di cultura della legalità tra chi ricopre responsabilità politiche in Valle d’Aosta.
Secondo Riccarand, il dibattito non dovrebbe concentrarsi soltanto sulla sostituzione di Testolin o sulla redistribuzione degli incarichi. L’esponente di Avs ha criticato il modo in cui la maggioranza, e in particolare l’Union valdôtaine, avrebbe affrontato la questione, accusandola di aver tentato di aggirare le regole sul limite dei mandati, nonostante nella legislatura precedente ci fossero i numeri per modificare la normativa.
Gli altri casi citati da Avs
Nel corso dell’incontro, Riccarand ha richiamato anche altre vicende considerate indicative dello stesso atteggiamento. Tra queste ha citato il progetto dell’impianto sciistico a Cime Bianche, portato avanti secondo Avs nonostante un divieto previsto dalla legge nella zona. È stata inoltre ricordata la decisione di dismettere la ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier, mentre la legge regionale 22/2016 ne prevede la riattivazione e l’ammodernamento.
Tra gli esempi è comparsa anche la vicenda del castello di Introd, definita da Riccarand un caso apparentemente banale ma riconducibile, a suo giudizio, alla stessa scarsa attenzione per le norme. L’accusa è stata estesa alle altre forze della maggioranza, ritenute non abbastanza distanti dalle posizioni dell’Union valdôtaine, e a una minoranza descritta come accondiscendente.
Avs sostiene quindi la necessità di rafforzare, in Valle d’Aosta, la presenza di forze politiche che mettano il rispetto delle norme al centro dell’azione amministrativa. Riccarand ha definito non adeguato il modo di governare dell’Union valdôtaine e ha indicato nella sentenza un’occasione per aprire una riflessione più ampia sul funzionamento delle istituzioni regionali.
Il dialogo nel centrosinistra
Nel corso della conferenza stampa, Avs ha rivolto critiche anche al Partito democratico, accusato di essersi appiattito sui contenuti dell’Union valdôtaine. Allo stesso tempo, il movimento si è detto disponibile a ricostruire l’unità della sinistra in vista delle prossime elezioni politiche e di altre scadenze elettorali.
L’obiettivo indicato è la costruzione di una sinistra unitaria alternativa all’Union valdôtaine, fondata su obiettivi condivisi e su posizioni chiare in materia di legalità, ambiente e trasporti. Riccarand ha parlato di uno schema tripartito e di progressi compiuti negli ultimi mesi negli incontri tra le forze del centrosinistra, anche in vista del nuovo sistema elettorale delle politiche.
La capogruppo Chiara Minelli ha detto di essere soddisfatta del ristabilimento del principio di legalità, ma di non considerare positivo il fatto che la Valle d’Aosta sia priva di un governo operativo. Avs non ha aderito alla richiesta di dimissioni di Luigi Bertschy, ritenendo che l’interim possa essere assegnato poiché la sentenza riguarda formalmente soltanto Testolin. Minelli ha comunque sollevato una questione di opportunità politica.
Il consigliere Eugenio Torrione ha auspicato una rapida conclusione dello stallo e un cambio di atteggiamento da parte della maggioranza. La richiesta riguarda anche il Consiglio regionale, dove secondo Avs nell’ultimo anno sarebbero state respinte le proposte della minoranza.
Infine, Minelli ha contestato la scelta della Regione di costituirsi nel giudizio di primo grado. I giudici di Aosta ne hanno dichiarato l’inammissibilità, ritenendo che la causa riguardasse un diritto soggettivo. Avs ha quantificato in 21mila euro la spesa sostenuta per l’azione e ha criticato la linea difensiva adottata dalla Giunta, definendo indice di superficialità il fatto che alcuni assessori abbiano dichiarato di non conoscerla.