Le Province chiedono una riforma che riconosca pienamente il loro ruolo, assegni competenze adeguate e garantisca risorse stabili per rispondere alle necessità dei territori. La posizione è stata ribadita durante la 39ª Assemblea nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, che si è svolta il 19 e 20 ottobre al teatro Cavour di Imperia. Ai lavori ha partecipato anche Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo.
All’incontro erano presenti inoltre i presidenti delle altre Province venete: Flavio Pasini, alla guida della Provincia di Verona, presidente di Upi Veneto e vicepresidente nazionale dell’Upi; Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza e vicepresidente di Upi Veneto; Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno; Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso; e Daniele Canella, presidente della Provincia di Padova.
Il nodo della riforma
L’assemblea si inserisce nel percorso avviato dall’Upi e dalle amministrazioni provinciali per sollecitare un riassetto istituzionale degli enti. Con la legge 56 del 2014, conosciuta come riforma Delrio, le Province hanno visto ridimensionate diverse funzioni e prerogative. La revisione dell’assetto resta da tempo al centro del dibattito politico e istituzionale, ma il percorso legislativo non è ancora arrivato a una conclusione.
Il ruolo degli enti provinciali e la necessità di superare una transizione rimasta incompiuta sono stati al centro degli interventi pronunciati durante l’appuntamento di Imperia. Alla cerimonia inaugurale è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato l’urgenza di definire il futuro delle Province.
Secondo Mattarella, l’inerzia del legislatore ha lasciato l’istituzione in una situazione di incertezza, con il rischio di indebolire le potenzialità dei territori e di incidere sui diritti dei cittadini. Il Capo dello Stato ha quindi sollecitato la conclusione della transizione istituzionale, ricordando la pari dignità costituzionale delle Province rispetto a Comuni, Città metropolitane, Regioni e Stato.
La posizione del presidente polesano
Ferrarese ha condiviso l’impostazione emersa a Imperia, interpretando le parole del presidente della Repubblica come un riconoscimento del valore strategico delle Province e del loro contributo allo sviluppo delle comunità locali. In particolare, ha sottolineato il sostegno che gli enti provinciali garantiscono ai Comuni, soprattutto a quelli di piccole e medie dimensioni.
Il presidente della Provincia di Rovigo ha ribadito che la revisione dell’attuale assetto deve essere accompagnata da interventi concreti. L’obiettivo indicato è restituire alle Province le competenze necessarie e le risorse per esercitarle in modo continuativo, evitando che l’incertezza istituzionale si traduca in difficoltà operative.
Tra gli ambiti citati da Ferrarese ci sono i servizi ai cittadini, la sicurezza sulle strade, l’edilizia scolastica e il supporto ai Comuni. Per il presidente polesano, soltanto attraverso risorse certe e stabili sarà possibile assicurare servizi efficienti e mantenere le funzioni di coordinamento assegnate agli enti provinciali.
La richiesta emersa dall’assemblea nazionale è dunque quella di superare la fase di provvisorietà attraverso una riforma capace di chiarire funzioni, strumenti e responsabilità. Il tema riguarda direttamente anche il Polesine, dove la Provincia opera in settori fondamentali per la vita delle comunità, dalla viabilità all’edilizia scolastica, fino al sostegno e al coordinamento delle amministrazioni locali.