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Nuovo San Siro, domani Milan e Inter svelano lo stadio del futuro

L'impianto avrà una struttura ovale, curve ripidissime e un sistema di illuminazione capace di colorarsi di rossonero e nerazzurro.

Nuovo San Siro, domani Milan e Inter svelano lo stadio del futuro

Il futuro di San Siro comincia a prendere forma. Domani sera Milan e Inter mostreranno per la prima volta le immagini del nuovo stadio, destinato a diventare la casa comune dei due club entro il 2031. Un appuntamento atteso da tifosi e addetti ai lavori, che permetterà finalmente di conoscere l’aspetto esterno dell’impianto, il disegno della facciata e alcuni dettagli degli spazi interni. Il progetto, affidato agli studi di architettura internazionali Foster+Partners e Manica, promette di trasformare radicalmente l’esperienza di chi assisterà alle partite, conservando però alcuni degli elementi che hanno reso leggendario l’attuale Meazza.

Le anticipazioni emerse negli ultimi mesi, insieme ai documenti depositati in Comune, consentono già di delineare le caratteristiche principali della nuova struttura. La prima grande novità riguarderà la forma: il nuovo San Siro sarà ovale, abbandonando la configurazione rettangolare che caratterizza l’impianto attuale. La capienza prevista sarà di 71.500 spettatori, un aumento significativo rispetto ai 60.000 posti ipotizzati nelle prime fasi della progettazione. Numeri che collocheranno lo stadio tra i cinque più capienti d’Europa.

Anche l’altezza cambierà, attestandosi poco sotto i 60 metri, mentre l’organizzazione degli spalti sarà completamente ripensata. Non ci saranno più tre anelli, come nell’attuale San Siro, ma soltanto due livelli, progettati per garantire una maggiore vicinanza tra pubblico e terreno di gioco. Particolare attenzione è stata dedicata alle curve, che avranno un’inclinazione di 37 gradi, la stessa del celebre Muro Giallo del Borussia Dortmund. Una scelta pensata per mantenere quella sensazione di verticalità e imponenza che rende San Siro uno degli stadi più suggestivi del calcio europeo.

L’obiettivo è preservare l’effetto visivo e sonoro delle grandi serate, quando migliaia di tifosi sembrano incombere sul campo. Anche i calciatori dovrebbero percepire questa particolare conformazione, con tribune ripide e un’atmosfera capace di avvolgere il terreno di gioco.

Dal punto di vista strutturale, il nuovo impianto sorgerà su un podio rialzato, soluzione che consentirà di ricavare un’area destinata ai parcheggi al di sotto del campo. Il tetto sarà fisso, così come il terreno di gioco: non sono infatti previste coperture retrattili né sistemi per spostare il prato.

Grande curiosità circonda soprattutto la facciata, uno degli elementi che saranno mostrati durante la presentazione. L’esterno dello stadio punterà su un forte impatto visivo, grazie a un sistema di illuminazione a led capace di modificarne l’aspetto nelle diverse occasioni. Nelle serate del Milan prevarrà il rosso, mentre in quelle dell’Inter sarà il blu a caratterizzare l’impianto. Un modo per rendere immediatamente riconoscibile l’identità della squadra di casa, pur condividendo la stessa struttura.

Una delle trasformazioni più importanti riguarderà però l’esperienza degli spettatori. Il nuovo San Siro sarà progettato secondo gli standard dei grandi impianti internazionali, con spazi più ampi, servizi moderni e una distribuzione più funzionale dei flussi di pubblico. All’interno saranno presenti decine di punti ristoro, tra ristoranti, bar e chioschi, collocati lungo i corridoi che collegheranno i diversi settori.

Aumenterà sensibilmente anche il numero dei servizi igienici, mentre particolare attenzione sarà riservata all’accessibilità. Le persone con disabilità potranno raggiungere tutti i settori dello stadio, superando alcune delle limitazioni dell’impianto attuale. Saranno installati ascensori per collegare i vari livelli e, con ogni probabilità, anche scale mobili nelle aree riservate agli spettatori premium.

Proprio l’offerta hospitality rappresenterà uno degli elementi centrali del nuovo modello economico. Milan e Inter prevedono di destinare a questa categoria tra 8.000 e 13.000 posti, a seconda del livello di esclusività. Un investimento strategico, pensato per incrementare i ricavi attraverso servizi di fascia alta e spazi dedicati alle aziende.

Saranno disponibili sky box, sale private dalle quali assistere agli incontri e trascorrere il prepartita, oltre a esperienze riservate ai possessori dei biglietti più esclusivi. Tra queste figura il Tunnel Club, che permetterà ad alcuni spettatori di osservare attraverso una vetrata il passaggio dei calciatori verso il terreno di gioco. Una soluzione già sperimentata in altri grandi stadi europei, destinata a diventare una delle attrazioni più particolari del nuovo impianto milanese.

La tecnologia avrà un ruolo altrettanto importante. Il progetto prevede maxischermi di ultima generazionee un grande anello luminoso collocato tra il primo e il secondo livello degli spalti. Su questa fascia di led potranno scorrere immagini delle partite, statistiche, contenuti pubblicitari e informazioni per il pubblico, trasformando lo stadio in un ambiente sempre più interattivo.

Cambierà anche il nome dell’impianto. Milan e Inter sono infatti al lavoro per individuare un partner commerciale al quale cedere i naming rights, seguendo un modello già adottato da numerosi club europei e, in Italia, dalla Juventus con Allianz. Un’altra fonte di ricavi destinata a contribuire alla sostenibilità finanziaria dell’intero progetto.

Tra gli aspetti più delicati della costruzione figura inoltre l’impatto acustico sul quartiere. Il nuovo stadio sorgerà a poca distanza dalle abitazioni di via Tesio, alcune delle quali si trovano a poco più di 70 metri dall’area interessata. Per questo i club hanno previsto un investimento di circa 100 milioni di euro destinato all’isolamento acustico della struttura, con l’obiettivo di contenere il più possibile la propagazione del rumore durante le partite e gli altri eventi.

A rendere ancora più prestigioso il progetto è la firma di Norman Foster, uno degli architetti più celebri al mondo. A 91 anni, il britannico aggiungerà il nuovo San Siro a una carriera segnata da opere iconiche come la ristrutturazione del Reichstag di Berlino, il Millennium Bridge di Londra, l’Apple Park di Cupertino e gli stadi di Wembley e Lusail.

Per Foster potrebbe trattarsi di una delle ultime grandi realizzazioni, una circostanza che conferisce al progetto un significato particolare anche dal punto di vista architettonico. La sfida sarà costruire uno stadio moderno, efficiente e riconoscibile, capace di raccogliere l’eredità di un luogo che ha ospitato alcune delle pagine più importanti della storia del calcio.