È diventata definitiva la condanna a quasi sei anni di reclusione per un 25enne di origini marocchine, domiciliato nel Riminese, ritenuto responsabile di una serie di reati commessi ai danni dell’ex compagna tra settembre 2023 e ottobre 2024, nei territori di Cesena e Rimini. I Carabinieri di Rimini Porto lo hanno arrestato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì.
Il provvedimento è scattato dopo che la Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, rendendo così irrevocabile la sentenza. L’uomo dovrà scontare una pena residua di 5 anni, 9 mesi e 24 giorni di reclusione. Al termine degli adempimenti previsti, è stato trasferito nel carcere di Rimini.
L’intervento in un locale di Cesena
La vicenda era emersa con particolare evidenza nella mattinata del 21 ottobre 2024, quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cesena erano intervenuti in un esercizio pubblico del centro. La donna, inseguita dall’ex compagno e minacciata di morte, era riuscita a rifugiarsi nel locale e si era chiusa nel bagno per sottrarsi all’uomo, che avrebbe tentato di raggiungerla.
I Carabinieri avevano bloccato il 25enne prima che potesse entrare in contatto con la vittima. Gli accertamenti avviati dopo l’intervento avevano ricostruito un periodo di violenze, vessazioni e abusi durato circa un anno. In quell’occasione la donna non aveva riportato lesioni fisiche, ma gli investigatori avevano evidenziato le conseguenze psicologiche delle condotte subite.
I reati contestati
Il quadro alla base della condanna comprendeva violenza sessuale aggravata, atti persecutori ed estorsione, oltre a furto aggravato, lesioni personali aggravate e danneggiamento. La sentenza ha previsto anche pene accessorie perpetue, tra cui l’interdizione dai pubblici uffici.
L’arresto eseguito nel Riminese chiude il percorso giudiziario iniziato con l’intervento dei militari a Cesena e con la successiva attività investigativa. La definitività della decisione è arrivata con il rigetto del ricorso in Cassazione, rendendo esecutiva la pena stabilita nei confronti dell’ex compagno.