Cuneo (CN)

Piazza Boves, condanna a 2 anni e 10 mesi per l’accoltellamento

Il collegio esclude lo sfregio e riconosce le lesioni aggravate. Ascoltata anche Giulia Marro, presente quella notte

Si è concluso davanti al Tribunale di Cuneo il processo per l’aggressione avvenuta nelle prime ore dell’11 maggio 2023 in piazza Boves. L’imputato, D.C., è stato condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione. I giudici hanno riqualificato il principale capo d’accusa, escludendo la contestazione di deformazione permanente dell’aspetto della persona mediante lesioni e riconducendo i fatti alle lesioni aggravate.

Il collegio, presieduto dal giudice Pio e composto dai giudici Coggiola e Cota, ha inoltre disposto nei confronti dell’uomo la misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio italiano, da eseguire dopo l’espiazione della pena. La decisione è arrivata al termine della camera di consiglio, dopo la requisitoria del pubblico ministero e la discussione della difesa.

L’aggressione e le accuse

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, D.C., originario della Nuova Guinea, si trovava in piazza Boves quando avrebbe incontrato la vittima, un uomo di origini somale. L’imputato era sottoposto al divieto di avvicinamento nei confronti dell’uomo, misura disposta in relazione a un precedente procedimento per lesioni gravi. Nonostante il provvedimento, avrebbe deciso di affrontarlo.

La sequenza ricostruita dai Carabinieri sarebbe iniziata con una sassaiola, proseguita con alcuni colpi a pugni e culminata nell’aggressione con un coltello a serramanico, utilizzato ripetutamente contro il capo della vittima. Il ferito riportò una frattura esposta degli zigomi, la frattura della parete inferiore dell’orbita, lesioni alle ossa nasali e un grave trauma facciale, con una prognosi iniziale di almeno 30 giorni.

Il pubblico ministero Pier Attilio Stea aveva chiesto una condanna a 9 anni di carcere per tutti i reati contestati, compresa l’inottemperanza alla misura cautelare e la deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, il cosiddetto sfregio. Le aggravanti indicate erano l’uso dell’arma e la minorata difesa della vittima, legata all’orario notturno. Era stata chiesta anche l’espulsione dell’imputato al termine della pena.

La testimonianza in aula

Il Tribunale ha accolto in parte la tesi dell’avvocata Veronica Cielo, del Foro di Torino, derubricando l’accusa principale in lesioni aggravate dalla minorata difesa e dall’uso dell’arma da taglio. La diversa qualificazione giuridica ha determinato una pena sensibilmente inferiore rispetto a quella proposta dall’accusa.

Prima della chiusura dell’istruttoria è stata ascoltata Giulia Marro, oggi consigliera regionale e all’epoca componente del Comitato di Quartiere Cuneo Centro. La donna ha riferito di essere stata aggredita quella stessa sera dalla persona poi rimasta ferita nell’episodio al centro del processo.

In aula Marro ha raccontato di aver visto l’uomo avvicinarsi mentre si trovava nei pressi di un pub in piazza Boves e di averlo visto estrarre un coltello, che avrebbe puntato verso il suo volto. La testimone ha spiegato di essere entrata nel locale per chiedere aiuto al proprietario, perdendo così di vista ciò che sarebbe accaduto successivamente tra i due uomini. Nel corso della deposizione ha inoltre riferito di conoscere l’imputato da tempo e di essere a conoscenza dei precedenti contrasti tra i protagonisti della vicenda.