Nazionale

Ricorso contro la nuova legge elettorale depositato ad Ancona

Contestati premio di seggi, capilista senza preferenze e firme per i gruppi non parlamentari.

Con l’entrata in vigore della nuova legge elettorale, sono stati depositati contemporaneamente ricorsi in 29 tribunali italiani. Nelle Marche, la Rete per un voto libero e uguale ha presentato l’istanza davanti al giudice civile di Ancona, chiedendo che la normativa venga rimessa alla Corte costituzionale per una valutazione di legittimità.

I punti contestati

Le principali obiezioni sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’Ordine dei giornalisti delle Marche. A presentarle è stato il pool legale della Rete, alla presenza di alcuni dei 15 firmatari del ricorso. L’avvocato Lorenzo Pianesi, coordinatore del gruppo legale marchigiano, ha indicato diversi aspetti della legge ritenuti problematici.

Tra questi figura il premio di governabilità, che assegna alla lista o alla coalizione capace di raggiungere il 42 per cento dei voti un premio pari a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. Nel ricorso vengono inoltre contestati i capilista bloccati, eletti senza la possibilità per gli elettori di esprimere preferenze, e le disposizioni sull’equilibrio di genere.

Secondo i promotori dell’iniziativa, l’equilibrio tra uomini e donne potrebbe essere compromesso dalla facoltà dei partiti di indicare tutti i capilista appartenenti allo stesso genere. Nel mirino anche la tripla preferenza di genere, ritenuta idonea a produrre un rapporto di due preferenze a uno tra i generi, l’obbligo di indicare il candidato alla presidenza del Consiglio a pena di esclusione della lista e l’aumento delle firme necessarie per presentare le candidature.

Il percorso giudiziario

La nuova disciplina, secondo quanto riferito dai legali, imporrebbe alle forze politiche non presenti in Parlamento di raccogliere tra 6.000 e 7.000 firme, rispetto alle 1.500-2.000 richieste in precedenza. Il ricorso punta ora a seguire un iter semplificato davanti al giudice civile, con l’obiettivo di arrivare alla rimessione della questione alla Corte costituzionale subito dopo gennaio e ottenere una pronuncia in tempi rapidi.

Pianesi ha spiegato che la scelta del procedimento semplificato è stata dettata dalla volontà di ridurre i tempi dell’azione giudiziaria. I legali della Rete hanno inoltre precisato che l’attività viene svolta gratuitamente. Per sostenere le spese burocratiche dell’iniziativa è stato quindi aperto un conto corrente bancario destinato a eventuali contributi.