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Come la bassa latenza cambia lo streaming interattivo

Dai protocolli di rete al 5G, il ritardo tra evento e visione si riduce per aste, eSport, vendite e applicazioni mediche.

La latenza è il tempo che intercorre tra un evento ripreso da una telecamera e la sua visualizzazione sul dispositivo dell’utente. Se durante una partita il pubblico sente esultare i vicini prima di vedere il gol, la causa è proprio quel ritardo. Nella fruizione di un film può essere quasi irrilevante, ma diventa decisivo quando chi guarda deve partecipare, rispondere o prendere una decisione in tempo reale.

Il segnale video attraversa diversi passaggi prima di arrivare allo schermo: acquisizione e codifica delle immagini, suddivisione del flusso, trasporto attraverso la rete, buffer del lettore, decodifica e visualizzazione. Il buffer rappresenta spesso la componente più significativa del ritardo, perché conserva una riserva di contenuti per evitare interruzioni in caso di oscillazioni della connessione. Nella fibra ottica esiste inoltre un limite fisico: la luce viaggia a circa 200.000 chilometri al secondo, per cui mille chilometri di cavo comportano circa cinque millisecondi di percorrenza.

I protocolli per ridurre l’attesa

Per lo streaming su larga scala sono stati utilizzati a lungo HLS, sviluppato da Apple, e MPEG-DASH. Nelle configurazioni tradizionali possono produrre ritardi superiori a 20 o 30 secondi, sufficienti per la visione di un programma ma problematici per un’interazione dal vivo. Le versioni a bassa latenza, come Low-Latency HLS e CMAF applicato a DASH, suddividono i segmenti in parti più piccole, consentendo al lettore di avviare la riproduzione prima che il segmento sia completo.

Per scendere sotto il secondo viene impiegato un approccio diverso. WebRTC, nato per le videochiamate nei browser, stabilisce connessioni dirette e riduce la necessità di accumulare contenuti, portando la latenza a centinaia di millisecondi. In ambito professionale viene utilizzato anche SRT, un protocollo open source progettato per trasportare video di qualità broadcast su reti pubbliche, limitando la perdita di pacchetti.

Il ruolo di 5G ed edge computing

La velocità del protocollo non è sufficiente se la rete è congestionata o i server sono lontani. Il 5G ha migliorato le prestazioni rispetto alle generazioni precedenti e, nei servizi più critici, punta a latenze di pochi millisecondi nel tratto radio. I valori reali possono essere superiori, ma il vantaggio emerge soprattutto nei luoghi in cui molte persone si collegano contemporaneamente.

L’edge computing interviene avvicinando l’elaborazione all’utente. Parte dei dati viene gestita in nodi collocati vicino alla rete di accesso, invece di essere inviata a data center distanti centinaia di chilometri. Ridurre il percorso consente di contenere i tempi di risposta nelle applicazioni che richiedono interazioni immediate.

La bassa latenza è importante nelle aste online, dove un’offerta deve essere visualizzata prima dell’aggiudicazione, e nel live shopping, durante il quale il presentatore risponde alle domande della chat. Negli eSport può influire sull’esito di un’azione per i giocatori e sulla sincronizzazione tra immagini e commenti per il pubblico. Anche i giochi in diretta e i tavoli di roulette o blackjack trasmessi online devono coordinare video, puntate e risultati.

Un ambito ancora più delicato è la telemedicina. Una visita a distanza può tollerare brevi esitazioni, mentre la chirurgia assistita da remoto richiede tempi molto più contenuti. L’operazione Lindbergh, realizzata nel 2001 tra New York e Strasburgo, aveva già mostrato la possibilità di intervenire a distanza, a condizione di mantenere il ritardo entro limiti rigorosi.

Ridurre la latenza comporta però un compromesso. Un buffer più piccolo lascia meno margine per assorbire le variazioni della rete e aumenta il rischio di blocchi o perdita di qualità. Nei film prevale l’esigenza di stabilità, mentre nelle interazioni dal vivo conta soprattutto la rapidità. La scelta dipende quindi dal tipo di servizio e dal ruolo che l’utente deve svolgere durante la trasmissione.