Bordighera (IM)

Confronto in Consiglio a Bordighera sui rischi dei piccioni

Opposizione e maggioranza valutano reti, chiusure dei nidi, falchi e autorizzazioni dei proprietari.

Il Consiglio comunale di Bordighera ha discusso l’interpellanza presentata dai gruppi di minoranza Obiettivo Bordighera e Fratelli d’Italia sulle criticità igienico-sanitarie legate alla presenza dei piccioni sul territorio comunale. Al centro del confronto c’è la necessità di definire una programmazione per limitare le sostanze diffuse dagli animali, in particolare nei centri storici e nelle aree dove la loro presenza è più consistente.

La richiesta della minoranza

La consigliera di minoranza Martina Sferrazza ha chiesto all’amministrazione quali interventi siano previsti e se siano allo studio misure specifiche per contenere il problema. L’interpellanza ha richiamato l’attenzione sulle condizioni igienico-sanitarie di alcune zone del territorio comunale, chiedendo indicazioni precise sulle azioni da mettere in campo.

L’assessore Alessandro Albanese ha spiegato che nelle frazioni sono già stati eseguiti alcuni interventi. Secondo l’amministrazione, la presenza dei piccioni è una criticità che si ripete da tempo nei centri storici e alla quale si è cercato di rispondere anche sulla base delle segnalazioni dei residenti. Albanese ha inoltre evidenziato che una parte della difficoltà deriva dal comportamento di chi continua a dare da mangiare agli animali.

Le ipotesi per limitare la presenza

Il consigliere di maggioranza Gianluca Gazzano ha riferito che il Comune ha contattato alcune ditte specializzate e ha svolto sopralluoghi a Bordighera Alta, Sasso e Borghetto. Tra le soluzioni prospettate figurano l’installazione di reti sui soffitti, la chiusura dei fori delle griglie con resine speciali e il tamponamento degli spazi utilizzati dai piccioni per nidificare e ripararsi.

A Bordighera Alta, secondo quanto emerso durante il sopralluogo, gli interventi potrebbero riguardare alcuni bastioni. La situazione appare invece più complessa a Borghetto e Sasso, dove numerose aperture si trovano su edifici privati: per intervenire sarà quindi necessario individuare i proprietari e ottenere le relative autorizzazioni. Tra le alternative è stata valutata anche la presenza di falchi, ma con il rischio di spostare semplicemente i piccioni da una zona all’altra. L’amministrazione prevede di iniziare dalla chiusura dei fori, precisando però che questa misura non risolverebbe completamente il problema.