Marche

Sisma, ad Acquaroli dieci domande sulla ricostruzione nelle Marche

La minoranza pretende chiarimenti su Pistarelli, appalti e cantieri finiti sotto inchiesta

Le opposizioni in Regione Marche chiedono al presidente Francesco Acquaroli di fornire chiarimenti sulla gestione politica della ricostruzione post-sisma, alla vigilia del Consiglio regionale straordinario convocato a Muccia. L’assemblea è prevista alle 12 e sarà dedicata agli sviluppi della maxi inchiesta giudiziaria che ha portato a 51 indagati, otto misure cautelari e al sequestro di oltre 57 milioni di euro. Tra le persone sottoposte a misura figura anche Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione.

Secondo quanto emerso dall’indagine, l’inchiesta riguarda presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema degli appalti legati alla ricostruzione. La minoranza ritiene che, oltre agli eventuali profili penali affidati alla magistratura, debbano essere chiarite anche le responsabilità politiche dell’esecutivo regionale. Nel corso della riunione dei capigruppo sarà quindi formalizzata la richiesta di risposte da parte della giunta. Un eventuale silenzio, sostengono le opposizioni, sarebbe interpretato come una fuga dalle responsabilità.

Le domande al presidente

Il fronte di minoranza ha preparato una lista di dieci quesiti destinati ad Acquaroli. Al centro ci sono i tempi con cui il presidente avrebbe appreso delle anomalie attribuite a Pistarelli, la natura delle segnalazioni ricevute e l’eventuale conoscenza di indagini o avvisi di garanzia. Viene inoltre chiesto per quale ragione l’incarico di Pistarelli sia stato prorogato per altri tre mesi nel settembre 2025, nonostante le criticità già emerse.

Un altro gruppo di domande riguarda il funzionamento dell’organismo di garanzia citato dal presidente, la documentazione utilizzata per le verifiche e le ragioni per cui le informazioni ricevute non sarebbero state trasmesse alla magistratura. Le opposizioni chiedono anche spiegazioni sui oltre 400 cantieri della ricostruzione che sarebbero finiti in mano a un’unica impresa, la Rest Edile di Enrico Crucianelli, nonché sui controlli eseguiti sui subappalti e sulla capacità operativa dell’azienda.

Le reazioni della minoranza

Durante l’incontro con la stampa, i gruppi di opposizione hanno parlato di una vicenda che non può essere affrontata soltanto sul piano giudiziario. Valeria Mancinelli, capogruppo del Partito democratico, ha sostenuto che l’inchiesta pone numerosi interrogativi alla politica e a chi governa la Regione. Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha chiesto ad Acquaroli una versione univoca dei fatti, richiamando il rapporto di fiducia con l’ex capo di gabinetto.

Massimo Seri ha definito quello convocato a Muccia il Consiglio dell’indignazione, sottolineando che la vicenda si è sviluppata sulle spalle delle popolazioni colpite dal terremoto. Andrea Nobili ha parlato di un caso di particolare gravità e ha riferito che i rappresentanti dell’opposizione in Parlamento stanno preparando interrogazioni. Michele Caporossi ha invece evidenziato il danno di immagine per la Regione, mentre Fabrizio Cesetti e Maurizio Mangialardi hanno ricordato i precedenti richiami sui rischi di infiltrazioni criminali e il rapporto fiduciario tra Acquaroli e Pistarelli.

Le minoranze stanno valutando anche la richiesta di una commissione regionale d’inchiesta, ma soltanto dopo la conclusione delle indagini penali. Restano inoltre subordinate alle risposte che arriveranno in Consiglio eventuali richieste di dimissioni nei confronti di Acquaroli e del commissario straordinario Guido Castelli. Tra gli ultimi quesiti figura la richiesta di un piano per completare i cantieri bloccati dall’inchiesta, contenendo ritardi e costi aggiuntivi per le famiglie, oltre agli accertamenti sulle presunte pressioni esercitate su dirigenti regionali e sanitari.