Verona (VR)

Romeo e Giulietta, il Leone è solo lei: il gioco delle stelle

Dal testo emerge una sola data certa: 31 luglio, ricavata dalla battuta della balia, mentre per l’innamorato manca ogni riferimento anagrafico.

Nel prologo di Romeo e Giulietta, William Shakespeare presenta i protagonisti come una coppia di amanti contrastati dalle stelle. L’espressione inglese star-crossed lovers richiama l’idea di un destino avverso, ma il dramma non fornisce un vero quadro astrologico dei due giovani. Il cielo diventa soprattutto una metafora della tragedia che sta per compiersi nella città di Verona, segnata dall’odio tra Montecchi e Capuleti.

Le stelle nel dramma

Il riferimento agli astri ritorna più volte nel testo. Prima della festa in casa Capuleti, Romeo parla di una conseguenza ancora sospesa nelle stelle e teme che quella notte possa dare avvio a eventi dolorosi. Dopo aver ricevuto a Mantova la falsa notizia della morte di Giulietta, il giovane sfida le stelle; nella tomba, poco prima di bere il veleno, torna infine a evocare il peso degli astri avversi.

Questi passaggi mostrano un personaggio diviso tra fatalismo e ribellione. Romeo attribuisce agli astri un ruolo decisivo, ma la catastrofe nasce anche da circostanze concrete: i duelli, il matrimonio celebrato in segreto da frate Lorenzo, la faida familiare e la lettera che non arriva a destinazione. La tragedia mette così a confronto l’idea di un destino già scritto con la responsabilità delle scelte individuali.

Giulietta del Leone, Romeo senza segno

L’unico dato anagrafico preciso riguarda Giulietta. La balia spiega che la ragazza compirà quattordici anni alla vigilia di Lammas, festa fissata al primo agosto nel calendario inglese. La ricorrenza colloca quindi il compleanno al 31 luglio. Secondo lo zodiaco tropicale dell’astrologia occidentale, la data corrisponde al Leone. Anche considerando il calendario giuliano utilizzato nell’epoca di Shakespeare, la deduzione resta compatibile con quel segno.

Per Romeo, invece, l’opera non indica né la data di nascita né l’età. Qualunque segno gli venga attribuito è dunque un’interpretazione dei lettori. Una tabella di compatibilità proposta da AstriOnLine indica per il Leone affinità spontanee con Ariete, Gemelli, Bilancia e Sagittario; considera invece da esplorare i rapporti con Cancro, Leone, Vergine, Capricorno, Acquario e Pesci, mentre Toro e Scorpione sono associati a dinamiche più complesse. Si tratta, tuttavia, di un gioco interpretativo e non di una previsione.

Immaginare Romeo come un Ariete impulsivo o come uno Scorpione intenso produce letture diverse della coppia e rivela soprattutto il modo in cui il lettore guarda al personaggio. Senza un tema natale completo, con data, ora e luogo di nascita, l’astrologia non può offrire una compatibilità fondata. Nel caso dei due giovani veronesi, la domanda sul segno di Romeo resta quindi senza risposta.

Verona tra storia e leggenda

La vicenda non fu inventata da Shakespeare. Il drammaturgo si ispirò soprattutto al poema di Arthur Brooke del 1562, a sua volta derivato da novelle italiane. La versione ambientata a Verona e costruita attorno ai nomi dei due protagonisti risale a Luigi da Porto, mentre Matteo Bandello riprese la storia in una delle sue novelle.

Oggi la Casa di Giulietta, in via Cappello, è uno dei luoghi più visitati della città. Il balcone, però, non è medievale: venne aggiunto tra il 1939 e il 1940 per iniziativa di Antonio Avena, direttore dei Musei Civici, utilizzando anche un elemento antico. La tradizione delle lettere indirizzate a Giulietta nacque negli anni Trenta e prosegue attraverso le volontarie del Club di Giulietta.

La lettura astrologica può quindi accompagnare la storia come esercizio letterario, ma non sostituirne il significato. Shakespeare non attribuisce davvero la tragedia a un oroscopo: racconta come l’odio familiare, la fretta e gli errori degli adulti finiscano per travolgere due adolescenti. La cattiva stella resta così soprattutto una figura del destino, non la spiegazione unica della loro morte.