Si tiene a Venezia, alle Procuratie Vecchie di piazza San Marco, la 18ª edizione della conferenza organizzata da Deloitte sul rapporto tra arte e finanza. L’appuntamento riunisce esponenti del mondo imprenditoriale, finanziario, istituzionale e culturale per discutere il ruolo del capitale privato nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico.
Al centro dei lavori ci sono le forme tradizionali di mecenatismo e i nuovi modelli che inseriscono il patrimonio culturale nelle strategie di investimento. Tra i temi affrontati figurano anche la gestione del patrimonio, lo sviluppo urbano e la misurazione dell’impatto degli investimenti in arte e cultura sui territori, sulle comunità e sui visitatori.
Il ruolo della città
Tra gli interventi della mattinata è intervenuto il sindaco Simone Venturini, che ha sottolineato la necessità di rafforzare il legame tra cultura, innovazione e sviluppo economico. Secondo il primo cittadino, Venezia non dovrebbe limitarsi a essere una vetrina di produzioni realizzate altrove, ma dovrebbe sviluppare localmente nuove attività e utilizzare la propria riconoscibilità internazionale per attrarre investimenti.
Venturini ha indicato tra i possibili ambiti di crescita ricerca, intelligenza artificiale e industria, con un riferimento specifico a Porto Marghera. L’obiettivo, ha spiegato, è favorire nuove opportunità di lavoro e ampliare la base economica della città, affiancando ai settori già centrali altre funzioni produttive.
Pubblico e privato
Nel suo intervento il sindaco ha richiamato anche la necessità di una collaborazione più stretta tra istituzioni e soggetti privati nella produzione e nella tutela culturale. In questo quadro ha citato il ruolo di fondazioni, famiglie e grandi imprese disposte a investire a Venezia.
La conferenza è stata aperta, insieme al saluto istituzionale del sindaco, da Fabio Pompei, amministratore delegato di Deloitte Italia e Central Mediterranean, e da John Psaila, partner di Deloitte Luxembourg. Il programma prosegue con gli interventi di rappresentanti dei mondi finanziario, imprenditoriale, istituzionale e culturale, fino alla sera.
Per Venturini, la città deve quindi superare una dipendenza concentrata sul settore pubblico, sul turismo e sulla cultura. La prospettiva indicata è quella di coinvolgere capitali privati, fondazioni e imprese nella costruzione di nuove opportunità economiche, mantenendo il patrimonio artistico come elemento centrale ma non esclusivo dello sviluppo veneziano.