Al centro diurno Il Filo della Memoria della Fondazione Turati, in via Jacopo Melani 1 a Pistoia, è stata inaugurata la Compagnia del gomitolo, un’iniziativa rivolta alle persone anziane con decadimento cognitivo, compreso l’Alzheimer, e ai loro familiari. Il progetto prevede l’apertura della struttura ogni martedì, dalle 15 alle 17, per offrire attività condivise, ascolto e indicazioni pratiche.
La sede è stata organizzata con ambienti pensati per richiamare luoghi familiari. All’ingresso c’è una porta simile a quella di un’abitazione, mentre una cassetta delle lettere è appesa a una parete. Una stanza è stata trasformata in un vagone ferroviario, con immagini di paesaggi conosciuti visibili oltre il finestrino. L’obiettivo è creare un contesto riconoscibile e accogliente per chi frequenta il centro.
Un aiuto per malati e familiari
Il primo appuntamento della Compagnia del gomitolo si è svolto il 20 ottobre. Gli operatori hanno spiegato che, dopo circa un anno e mezzo dall’apertura del centro, è emersa la necessità di mettere a disposizione delle famiglie ulteriori occasioni di supporto. L’idea è nata anche dopo una merenda organizzata nel giardino Alzheimer di via Melani, durante la quale la partecipazione e la serenità dei presenti hanno evidenziato l’importanza di creare momenti di condivisione.
Le attività comprendono cucina, merende comuni, esercizi di ginnastica e racconto autobiografico. Gli appuntamenti sono seguiti da un’équipe composta da due operatori sociosanitari, tre infermieri, una coordinatrice, un fisioterapista, un medico responsabile e un logopedista. Il programma è rivolto alle persone con difficoltà cognitive, ma prevede anche uno spazio dedicato a chi se ne prende cura ogni giorno.
Per molti familiari, affidare un proprio caro a una struttura anche solo per alcune ore può essere accompagnato da senso di colpa e preoccupazione. La Compagnia del gomitolo intende offrire un’occasione per affrontare questi dubbi, ricevere consigli e trovare ascolto, favorendo anche una pausa dal carico dell’assistenza quotidiana. Il sostegno riguarda quindi sia la persona malata sia il nucleo familiare.
Il coinvolgimento del quartiere
Il progetto punta inoltre a coinvolgere la comunità circostante. Gli operatori hanno richiamato situazioni che possono verificarsi nella vita di tutti i giorni, come quella di una persona che entra più volte nello stesso negozio per acquistare il pane senza ricordare di averlo già fatto. Anche commercianti e residenti possono avere bisogno di indicazioni per comprendere come comportarsi di fronte ai sintomi della malattia.
La partecipazione alle attività, che si svolgono nella sede di via Jacopo Melani, è libera e senza prenotazione. Gli organizzatori intendono trasformare l’iniziativa in un appuntamento stabile e in un punto di riferimento per le persone con problemi cognitivi, per i loro familiari e per il quartiere.