USB Livorno ha annunciato una mobilitazione in occasione dello sciopero generale del 30 ottobre, proclamato per tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. In città sono previsti due appuntamenti: alle 6 alla rotatoria del Ponte Genova e alle 9 in piazza Cavour, da dove partirà un corteo.
Secondo quanto riferito dal sindacato, alla protesta parteciperanno lavoratori di diverse categorie, altre organizzazioni sindacali, commercianti e vigili del fuoco provenienti da varie zone della Toscana. USB segnala inoltre la presenza di studenti e di altre realtà cittadine. Nel corso della mattinata, sempre secondo il comunicato diffuso dall’organizzazione, è prevista anche la partecipazione di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati.
Le ragioni della mobilitazione
La protesta nasce, nelle motivazioni indicate da USB, dall’aumento del costo della vita e dal mancato adeguamento di salari e pensioni. Il sindacato denuncia i rincari di carburanti, bollette e generi alimentari e considera insufficienti le misure adottate dal governo. Tra le richieste avanzate figurano interventi per contenere i prezzi, aumentare le retribuzioni e azzerare l’Iva sui beni di prima necessità.
USB collega la vertenza economica alla contestazione delle politiche di riarmo. L’organizzazione critica l’incremento delle risorse destinate alla difesa e chiede che la spesa pubblica venga indirizzata verso i servizi sociali invece che verso gli armamenti. La mobilitazione livornese è quindi presentata dal sindacato come un’iniziativa su entrambi i fronti, quello del potere d’acquisto e quello delle scelte di politica internazionale.
La protesta nei porti
Nel comunicato viene richiamato anche lo sciopero internazionale promosso da organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali contro il traffico di armi, le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti. L’iniziativa, secondo USB, coinvolge lavoratori di diversi Paesi, dal Mediterraneo al Nord Europa, oltre che in India, Messico, Sudafrica e Stati Uniti.
Il sindacato contesta inoltre al governo il ricorso ai decreti sicurezza e una legge che, a suo giudizio, limiterebbe le critiche al genocidio dei palestinesi. La giornata di venerdì 30 ottobre si concluderà dunque nel quadro di una mobilitazione che USB intende rivolgere sia alle condizioni economiche dei lavoratori sia alle politiche legate agli armamenti. Il comunicato si chiude con l’appello ad aumentare salari e pensioni e a fermare le attività in occasione dello sciopero.