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Benzina, il prezzo basso non basta: “A rischio la concorrenza futura”, l’allarme di Codici Lombardia

Il risparmio alla pompa fa bene agli automobilisti, ma cosa succede se i distributori indipendenti faticano a reggere la competizione?

Benzina, il prezzo basso non basta: “A rischio la concorrenza futura”, l’allarme di Codici Lombardia

Risparmiare sul pieno di benzina o diesel è una buona notizia per famiglie, pendolari e imprese.

Ma c’è una domanda che, secondo Codici Lombardia, merita di essere affrontata: prezzi più bassi oggi possono tradursi in meno concorrenza domani?

È attorno a questo interrogativo che si sviluppa l’iniziativa dell’associazione, che chiede all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) di approfondire gli effetti delle politiche commerciali delle grandi compagnie sulla rete dei distributori indipendenti.

Il tetto ai prezzi fino a dicembre, una buona notizia ma…

Al centro della questione c’è il tetto ai prezzi applicato da Eni e prorogato fino alla fine dell’anno, un’iniziativa che offre un beneficio immediato a chi deve fare i conti con il costo degli spostamenti.

Il problema, evidenzia Codici Lombardia, non è contestare la possibilità di praticare prezzi convenienti, ma capire quali conseguenze possano prodursi sugli equilibri del mercato se gli operatori più piccoli si trovassero in difficoltà.

Un concetto ribadito dal segretario regionale Davide Zanon:

Davide Zanon segretario regionale Codici Lombardia

“Il consumatore ha bisogno di risparmiare oggi, ma anche di poter scegliere e risparmiare domani. Non mettiamo in discussione il vantaggio di un prezzo più basso. Ci chiediamo, però, quali conseguenze possa avere una politica commerciale di questo tipo se dovesse mettere in difficoltà una parte della rete distributiva”.

Il nodo delle “pompe bianche”

A preoccupare l’associazione sono soprattutto le cosiddette pompe bianche, ovvero i distributori indipendenti che contribuiscono alla competizione sui prezzi e rappresentano un’alternativa alle reti delle grandi compagnie petrolifere.

Questi operatori, in molti casi, acquistano carburante all’ingrosso dagli stessi grandi gruppi con cui si confrontano nella vendita al dettaglio.

Le condizioni di approvvigionamento, i costi e i margini possono però essere differenti.

Da qui la necessità, secondo Codici Lombardia, di verificare se tutti gli operatori dispongano di condizioni effettivamente comparabili per competere sul mercato.

E al riguardo Zanon aggiunge:

“Il punto non è contestare chi abbassa i prezzi, ma verificare se tutti possano competere davvero ad armi pari. Se gli operatori indipendenti non riescono a reggere la competizione e sono costretti a uscire dal mercato, nell’immediato il consumatore può beneficiare di prezzi più bassi. Ma domani potrebbe ritrovarsi con meno distributori, meno possibilità di scelta e una pressione concorrenziale più debole”.

Uno scenario non facile, la richiesta all’Autorità garante del mercato e concorrenza

Vale la pena sottolineare che si tratta di un rischio prospettato dall’associazione, non della prova che le attuali politiche di prezzo siano anticoncorrenziali.

Del resto, la stessa Codici Lombardia sottolinea che prezzi particolarmente contenuti, da soli, non dimostrano l’esistenza di irregolarità.

Per individuare eventuali criticità occorre analizzare i costi effettivi, le condizioni di acquisto del carburante, i margini commerciali e le caratteristiche del mercato.

L’associazione chiede quindi all’AGCM di approfondire la situazione, valutando se le strategie di prezzo adottate dalle grandi compagnie possano produrre effetti sulla tenuta della distribuzione indipendente e sugli equilibri concorrenziali del settore.

Per Codici Lombardia, tuttavia, la questione non riguarda soltanto le dinamiche commerciali delle singole compagnie. Anche il Governo dovrebbe intervenire per garantire trasparenza, monitorare l’andamento del mercato e valutare strumenti pubblici adeguati, compresi eventuali interventi fiscali proporzionati:

“La tutela dei consumatori non si misura soltanto guardando lo scontrino del prossimo pieno. Significa anche garantire un mercato nel quale operatori diversi possano competere e gli automobilisti continuino ad avere alternative. Il prezzo più basso è un vantaggio soltanto se non finisce per costarci, domani, una concorrenza più debole”.

La richiesta di Codici Lombardia è dunque quella di guardare oltre il beneficio immediato, perché, nella prospettiva dell’associazione, il risparmio alla pompa deve accompagnarsi a condizioni di mercato capaci di tutelare nel tempo sia i consumatori sia la pluralità degli operatori.