Bilancio consolidato, scontro in Consiglio sul caso Plures

L’assessore Nesti difende i dati, le opposizioni chiedono una strategia e temono ricadute sulle tariffe

Nell’ultima seduta del Consiglio comunale il confronto sul bilancio consolidato 2025 ha assunto toni particolarmente accesi. Al centro della discussione sono finiti sia i risultati economici delle società partecipate sia il rapporto tra l’amministrazione e Plures, anche alla luce del ricorso presentato dall’azienda contro una delibera dell’Ato.

I numeri del bilancio consolidato

Illustrando il documento, l’assessore al bilancio Mattia Nesti ha parlato di un quadro caratterizzato da minori entrate. Nel consolidato emergono, da una parte, risultati considerati positivi per società come Spes e Farcom; dall’altra, viene rilevata una flessione del risultato di Plures rispetto al 2024.

Secondo la consigliera di opposizione Paola Calzolari, la discussione in aula sarebbe stata troppo rapida e limitata all’esame degli aspetti tecnici. La consigliera ha sostenuto che, di fronte a partecipate che registrano una riduzione degli utili, sarebbe stato necessario indicare una strategia politica, considerando il ruolo svolto da queste società nella gestione dei servizi.

Calzolari ha inoltre evidenziato che il risultato complessivo del bilancio, pur restando positivo, sarebbe inferiore di circa cinque milioni di euro. A suo giudizio, resta da chiarire anche quali potrebbero essere le conseguenze del contenzioso avviato da Plures sulla delibera dell’Ato.

Il nodo del ricorso

Critiche all’amministrazione sono arrivate anche da Fratelli d’Italia. Il consigliere Francesco Pelagalli ha definito la situazione un cortocircuito politico, osservando che le maggioranze coinvolte sono le stesse. Secondo Pelagalli, indipendentemente dall’esito del confronto, il problema resterebbe aperto e, qualora il Tar annullasse la delibera, i costi potrebbero ricadere sui cittadini.

L’assessore Nesti ha ribadito che la valutazione del bilancio riguarda innanzitutto un aspetto tecnico. Sul caso Plures ha però riconosciuto la necessità di mantenere aperta la dialettica istituzionale per arrivare a una soluzione. L’eventuale accoglimento delle richieste della società, ha spiegato, potrebbe comportare il rischio di un aumento del costo del servizio.