Livorno (LI)

Livorno rinnova il patto con la rete LGBTQIA+

L’accordo triennale amplia gli ambiti d’azione e valorizza il centro L’Approdo.

È stato sottoscritto il 26 ottobre 2026 il nuovo Protocollo d’intesa tra il Comune di Livorno e Livorno Rainbow – Coordinamento LGBTQIA+. L’accordo rinnova per altri tre anni la collaborazione avviata con il documento del 16 ottobre 2023 e aggiorna un percorso iniziato nel luglio 2014 con la nascita del Tavolo.

Il protocollo riconosce per la prima volta Livorno Rainbow come interlocutore principale dell’Amministrazione per la programmazione, la progettazione e la realizzazione di iniziative dedicate ai diritti delle persone LGBTQIA+ e al contrasto dell’omolesbobitransfobia. A firmare sono stati il sindaco Luca Salvetti, i rappresentanti delle associazioni e dei gruppi aderenti al Coordinamento e, per la prima volta, anche la Consigliera di Parità della Provincia di Livorno.

Una collaborazione più ampia

Il nuovo testo introduce una forma di governance condivisa, superando il modello basato soltanto sull’affidamento di attività. Comune e Tavolo potranno definire insieme priorità, progetti, modalità di attuazione e valutazione dei risultati. L’Amministrazione potrà coinvolgere il Coordinamento nella partecipazione a bandi e avvisi regionali, nazionali ed europei, compresi quelli della rete RE.A.DY. e del Dipartimento per le Pari Opportunità.

Livorno Rainbow potrà inoltre proporre iniziative e segnalare bisogni emersi sul territorio. La collaborazione punta anche a intercettare risorse esterne, come già avvenuto per L’Approdo, il Centro di Ascolto LGBTQIA+ attivo dall’8 aprile 2022 al CRED di via Caduti del Lavoro 26.

Gli obiettivi specifici passano da cinque a sedici. Oltre al contrasto alle discriminazioni, alla sensibilizzazione, alla formazione e alla promozione di eventi e conoscenza delle norme, il protocollo comprende nuovi ambiti: lavoro, salute, scuola, giovani, famiglie, persone anziane, sport e cultura.

Nel settore lavorativo sono previste azioni contro le discriminazioni nell’accesso e nella permanenza professionale, in continuità con il Manifesto del Lavoro Buono. Per la salute si punta alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, all’informazione sulla PrEP, alla riduzione del danno nel chemsex e a un accesso competente e non discriminatorio ai servizi, con attenzione alle persone transgender e alle donne lesbiche, bisessuali e queer.

Il ruolo de L’Approdo

Tra le novità figura l’inserimento del centro L’Approdo tra gli obiettivi del protocollo. Le attività sono garantite fino al 7 gennaio 2027; con la delibera di Giunta numero 520 del 3 luglio 2026, il Comune ha inoltre approvato la partecipazione a un nuovo avviso nazionale per il rafforzamento del servizio insieme ad AGEDO Livorno e L.E.D. Libertà e Diritti Arcigay Livorno.

Il documento prevede anche interventi per prevenire bullismo e cyberbullismo, promuovere ambienti scolastici accoglienti e diffondere pratiche come la carriera alias. Sono inclusi il sostegno alla genitorialità LGBTQIA+, l’accesso paritario ai servizi per le diverse forme familiari, il contrasto alla solitudine delle persone anziane e la formazione degli operatori dei servizi di cura.

Nel campo sportivo l’obiettivo è favorire spazi e pratiche rispettosi delle differenze, coinvolgendo le associazioni locali. Per la cultura sono previste la valorizzazione della biblioteca LGBTQIA+ e transfemminista de L’Approdo e una maggiore accessibilità di musei e luoghi culturali.

Il rinnovo si inserisce nel solco dei Protocolli sottoscritti nel 2019 e nel 2023. Negli anni il Tavolo e il Comune hanno promosso iniziative come la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, il Transgender Day of Remembrance, il World AIDS Day con occasioni di test HIV, percorsi nelle scuole, formazione del personale pubblico e progetti culturali come Pedagogia Queer.

L’assessore al Sociale Andrea Raspanti ha definito il protocollo uno strumento di amministrazione condivisa e ha sottolineato il valore della continuità istituzionale. Il sindaco Salvetti ha invece parlato della firma come di un segnale a favore della convivenza civile, in un contesto che, secondo il primo cittadino, tende talvolta a considerare la tutela dei diritti un tema estraneo alla normale attività amministrativa.