L’ex Ministro della Salute difende l’operato del governo durante la pandemia e incassa l’inatteso plauso dell’infettivologo genovese contro i parlamentari scettici sui vaccini.
L’audizione di Roberto Speranza in Commissione Covid
Ieri, lunedì 26 ottobre 2026, si è svolta a Roma, presso l’Aula del secondo piano di Palazzo San Macuto, l’attesa audizione dell’ex Ministro della Salute Roberto Speranza davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2.
Il parlamentare è stato convocato per spiegare le decisioni adottate dal suo dicastero durante le fasi più acute dell’emergenza pandemica, tra cui l’introduzione delle restrizioni alla circolazione, i protocolli terapeutici domiciliari e l’imposizione degli obblighi vaccinali per specifiche categorie professionali.
La contrapposizione politica e i commissari di maggioranza
Durante la seduta si è registrato uno scontro istituzionale serrato tra l’ex titolare della Salute e i rappresentanti dei partiti di governo presenti nel collegio d’inchiesta, presieduto dal senatore Marco Lisei di Fratelli d’Italia.
A guidare la linea d’attacco contro le scelte del periodo pandemico sono stati il capogruppo al Senato Lucio Malan e la deputata Alice Buonguerrieri per Fratelli d’Italia, affiancati dai senatori della Lega Claudio Borghi e Alberto Bagnai.
I parlamentari di maggioranza hanno contestato la validità scientifica delle restrizioni, la gestione delle reazioni avverse correlate alle somministrazioni e l’efficacia delle indicazioni relative alle cure domiciliari previste dalle circolari ministeriali.
La difesa dei protocolli e i passaggi chiave del confronto
Il parlamentare si è difeso punto su punto richiamando la validità dell’operato della comunità scientifica e dell’Istituto Superiore di Sanità, argomentando ogni scelta sulla base dei dati epidemiologici disponibili all’epoca dei fatti.
Rispondendo alle sollecitazioni di Alice Buonguerrieri sulle raccomandazioni di cura iniziale, il deputato ha chiarito le responsabilità istituzionali e la natura dei documenti redatti dagli esperti.
“Non sono pentito. Non ho scritto io quelle circolari tecniche, fatte da scienziati che hanno seguito le evidenze scientifiche del momento, e io le difendo.”
Successivamente, di fronte ai rilievi di Lucio Malan in materia di libertà personali, uso del Green Pass e tutela dei danneggiati da vaccino, l’ex ministro ha rivendicato l’impostazione sanitaria adottata dal governo.
“Ho difeso la vita. Una vita persa non è rimediabile, i danni economici e le limitazioni invece si possono riassorbire. Riscriverei quelle norme per tutelare la salute pubblica.”
L’ex esponente di governo ha poi rivolto una dura accusa ai membri del collegio parlamentare, censurando l’approccio politicizzato tenuto nel corso del dibattito.
“Avete titillato la comunità No-Vax pur di prendere qualche like sui social. Quello che mi pesa di più è la distanza tra la durezza di un momento unico nella storia del nostro Paese e la pochezza di una polemica politica che non si arresta.”
Il commento di Matteo Bassetti sulla performance dell’ex ministro
I risultati del confronto parlamentare hanno suscitato l’immediata reazione di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova.
Lo specialista genovese, noto per non aver risparmiato critiche alla gestione politica dell’emergenza nei singoli aspetti amministrativi, ha espresso un giudizio perentorio sull’esito della seduta di Palazzo San Macuto.
“Ho spesso criticato Speranza, ma la pochezza culturale e scientifica della commissione Covid è riuscita a renderlo un gigante. Con i dati alla mano sui vaccini ha fulminato e azzittito quell’accozzaglia di novax che siedono -per soli meriti politici- in quella commissione. Avrei voluto vedere la faccia di Malan…”
Le parole del clinico testimoniano come l’impiego rigoroso dei dati scientifici abbia permesso a Roberto Speranza di reggere la pressione dell’organismo parlamentare, trasformando l’audizione in un elemento di profonda spaccatura tra la comunità medica e i commissari di maggioranza.
Audizione di Bassetti di fronte alla stessa commissione: