Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità una legge dedicata alle persone che assistono ogni giorno un familiare o una persona cara in condizioni di fragilità. Il provvedimento riconosce formalmente il ruolo dei caregiver all’interno della rete regionale dei servizi sociali e sociosanitari e punta a rafforzare il sostegno alle famiglie.
Secondo i dati citati dalla consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto, prima firmataria della legge, in Veneto i caregiver sono circa 600mila, pari al 15,9% della popolazione con più di 15 anni. Si tratta di figli che assistono genitori anziani, genitori che seguono figli con disabilità, coniugi, fratelli e altre persone legate da rapporti affettivi, impegnate in attività di cura non professionale.
Il riconoscimento nella rete dei servizi
La legge nasce da un percorso durato tre anni e condiviso dalle diverse forze politiche presenti in Consiglio regionale. Intervistata da Radio Eco Vicentino, Luisetto ha spiegato che l’obiettivo non è limitarsi all’erogazione di un contributo economico, ma costruire una rete capace di sostenere chi affronta quotidianamente il carico dell’assistenza.
In base alle nuove disposizioni, il caregiver potrà partecipare, con il consenso della persona assistita, alla definizione del Piano assistenziale individualizzato. Sono inoltre previsti percorsi gratuiti di informazione e formazione, sostegno psicologico, gruppi di auto mutuo aiuto e servizi di sollievo pensati per prevenire il sovraccarico e il burnout. La normativa introduce anche procedure specifiche per affrontare eventuali situazioni di emergenza.
Attenzione a giovani e lavoro
Una parte delle misure riguarda i giovani caregiver fino ai 24 anni. La Regione potrà promuovere accordi con scuole e università per tutelare il diritto allo studio e favorire il riconoscimento di crediti formativi. Sul versante occupazionale, invece, sono previsti accordi con imprese e organizzazioni sindacali per incentivare la flessibilità oraria, il welfare aziendale e il lavoro agile.
Luisetto ha collegato l’iniziativa anche alla propria esperienza amministrativa come sindaca di Nove, dove aveva mantenuto la delega ai servizi sociali, e a quella personale di giovane caregiver durante la malattia del padre. Da queste esperienze, ha riferito, è maturata la convinzione che il peso della cura possa incidere sul lavoro, sulla salute fisica e mentale e sulle relazioni familiari.
Ora la legge dovrà passare alla fase attuativa. Saranno necessari alcuni mesi per definire i regolamenti e rendere operative le misure. Il fondo regionale destinato agli interventi crescerà progressivamente fino a raggiungere quasi un milione di euro l’anno. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che chi assiste una persona fragile possa contare su servizi, informazioni e sostegni strutturati.