Il centrodestra di Piacenza ha depositato in Consiglio comunale una risoluzione dedicata alla condizione delle donne in Iran e alla vicenda di Najmeh Amini, condannata a morte nel Paese. L’atto è stato presentato dai gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Civica Barbieri-Liberi e Lega, che chiedono un intervento diplomatico per scongiurare l’esecuzione e tutelare la vita e i diritti fondamentali della donna.
La risoluzione invita il Consiglio comunale a sollecitare il Governo italiano, attraverso i canali diplomatici e in raccordo con i partner europei e le sedi internazionali competenti, ad attivarsi sulla vicenda. Tra gli obiettivi indicati figurano la tutela dei diritti procedurali di Amini e il sostegno a iniziative contro la repressione e la pena di morte in Iran.
La condizione delle donne iraniane
Nel documento, la richiesta di intervento per Najmeh Amini viene inserita in un contesto più ampio: quello delle limitazioni imposte alle donne iraniane e della repressione di chi rivendica libertà, autodeterminazione e dignità. I promotori contestano un sistema che, secondo la loro valutazione, impone comportamenti e abbigliamento sulla base di un’interpretazione religiosa e reprime le forme di dissenso.
La risoluzione richiama anche la memoria di Mahsa Amini e del movimento Donna, vita, libertà, indicati come simboli della protesta delle donne iraniane contro le imposizioni e la repressione. Nel testo si ribadisce che la libertà religiosa è un diritto fondamentale, ma non può essere utilizzata per giustificare discriminazioni, violenze o la privazione della libertà personale.
L’atto chiede inoltre di mantenere alta l’attenzione internazionale sulla situazione delle donne in Iran e sulle norme che ne limitano l’autonomia. I gruppi consiliari promotori sostengono che la difesa dei diritti femminili e il contrasto alla pena di morte debbano essere affrontati senza distinzioni legate alle convenienze politiche o culturali.
La richiesta di un voto condiviso
Fratelli d’Italia, Civica Barbieri-Liberi e Lega auspicano che la risoluzione venga approvata dall’intero Consiglio comunale. I proponenti hanno dichiarato la disponibilità ad accogliere la firma degli altri gruppi, compresi quelli di maggioranza, con l’obiettivo di arrivare a una posizione condivisa della città di Piacenza sulla vicenda di Najmeh Amini e sulla tutela delle donne iraniane.