Marche

Intercettazioni, le mire di Pistarelli su Guido Castelli

Gli imprenditori Antonio Ezechielli e Antonio Cervigni evocano un possibile ruolo mai assegnato nella struttura commissariale.

Nell’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma emergono intercettazioni nelle quali gli imprenditori Antonio Ezechielli e Antonio Cervigni parlano del commissario alla ricostruzione Guido Castelli e della possibilità che Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del governatore Francesco Acquaroli, possa entrare nella struttura commissariale. Si tratta, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, di una prospettiva rimasta ipotetica: Pistarelli non ha mai ottenuto incarichi nell’Ufficio per la ricostruzione.

Castelli non è indagato nell’inchiesta. I passaggi riportati riguardano conversazioni tra Ezechielli e Cervigni, entrambi coinvolti nell’indagine insieme allo stesso Pistarelli. Il procedimento della Dda conta 51 indagati e ha portato a otto ordinanze di custodia in carcere, tra cui quelle nei confronti dei tre uomini.

Il possibile incarico nella struttura commissariale

In una conversazione del 23 dicembre 2025, Cervigni riferisce a Ezechielli che Castelli sarebbe, a suo giudizio, l’asso nella manica di Pistarelli. Nello stesso dialogo parla dell’incarico nazionale ricoperto dal commissario e ipotizza per l’ex capo di gabinetto un ruolo da vice, definendolo una posizione di rilievo. Gli inquirenti annotano che una prima prospettiva di ingresso nella struttura commissariale sarebbe stata accolta con entusiasmo dai due imprenditori.

Le conversazioni chiamano in causa Castelli anche in relazione alla vicenda delle ex Monachette, uno dei capitoli centrali dell’ipotesi accusatoria di corruzione. In particolare, si fa riferimento al passaggio di un finanziamento da privato a pubblico e alla possibilità di rivolgersi al commissario per discuterne. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, gli interlocutori sostengono che in quindici giorni un finanziamento legato a un edificio lesionato sarebbe stato trasformato, con un provvedimento, in un finanziamento per un intervento pubblico.

La replica del commissario

Castelli, che prima dell’incarico commissariale era assessore regionale nella giunta Acquaroli, ha già fornito una spiegazione anche sul piano amministrativo: per legge, un edificio privato può conservare il diritto al contributo per la ricostruzione anche nel caso in cui venga trasferito a un ente pubblico.

In una nota, il commissario respinge inoltre ogni collegamento con l’ipotesi di un incarico per Pistarelli. Castelli afferma di non aver mai preso in considerazione la possibilità di reclutarlo, a qualsiasi titolo, nella struttura commissariale e sottolinea che tale ingresso non si è mai verificato. Per il commissario, i commenti riferiti dagli indagati sono quindi privi di consistenza e riconducibili a millanterie. Castelli ribadisce infine di aver agito, nella vicenda, in modo trasparente, diligente e conforme al principio di legalità.