Inchiesta Sisma, Baiocchi difende Acquaroli dalle accuse del Pd

Il consigliere regionale di FdI annuncia possibili azioni legali e nega coinvolgimenti del governatore e del partito

Nicola Baiocchi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha replicato alle dichiarazioni della consigliera regionale Micaela Vitri e del consigliere comunale Marco Perugini, esponenti del Partito Democratico, intervenendo sul dibattito legato all’inchiesta Sisma. In una nota diffusa il 25 ottobre 2026, Baiocchi ha accusato il Pd di avere strumentalizzato una vicenda giudiziaria per collegare il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il governo regionale e Fratelli d’Italia a presunte infiltrazioni mafiose.

La replica di Fratelli d’Italia

Secondo Baiocchi, gli accostamenti sarebbero privi di elementi concreti e rappresenterebbero un tentativo di attribuire responsabilità politiche a soggetti che, stando a quanto affermato nel comunicato, non risultano coinvolti nell’indagine. Il consigliere regionale sottolinea in particolare che Acquaroli non risulta indagato e che la stessa condizione riguarderebbe dirigenti, eletti, assessori e consiglieri regionali di Fratelli d’Italia.

La presa di posizione arriva nel quadro di un confronto politico acceso sulla gestione e sulle possibili implicazioni dell’inchiesta. Baiocchi sostiene che la lotta alla criminalità organizzata non debba essere utilizzata come strumento di propaganda o come argomento per colpire gli avversari. Nel mirino della sua replica ci sono soprattutto le dichiarazioni di Vitri e Perugini, che il rappresentante di Fratelli d’Italia considera allusive e politicamente strumentali.

Possibili iniziative legali

Nel comunicato, Baiocchi afferma che il partito valuterà iniziative nelle sedi legali competenti a tutela dell’onorabilità del presidente della Regione, degli esponenti di Fratelli d’Italia e della comunità politica rappresentata. Il consigliere regionale avverte inoltre che chiunque insinui un coinvolgimento di Acquaroli o di esponenti del partito dovrà assumersi le relative responsabilità, sia sul piano politico sia, qualora ne ricorrano i presupposti, su quello giudiziario.

La dichiarazione si configura quindi come una risposta politica alle esternazioni dell’opposizione e come una presa di distanza da qualsiasi collegamento tra il vertice della Regione Marche, Fratelli d’Italia e le ipotesi investigative richiamate nel dibattito pubblico. Nel testo diffuso non vengono riportati ulteriori dettagli sull’inchiesta né vengono citati atti giudiziari a sostegno o smentita delle diverse posizioni espresse.