È vietato utilizzare per scopi potabili l’acqua distribuita dalla rete alimentata dalla sorgente Pisciaroni nel territorio di Montemonaco. Il provvedimento riguarda le frazioni di Isola San Biagio, Colleregnone e Cese ed è stato adottato dalla sindaca Francesca Grilli con un’ordinanza urgente a tutela della salute pubblica.
I controlli sulla sorgente
La decisione è arrivata dopo le comunicazioni dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli, attraverso il Dipartimento di Prevenzione e l’Unità Operativa Complessa di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione. I campionamenti effettuati il 19 ottobre alla sorgente Pisciaroni e alla fontana pubblica di Isola San Biagio hanno evidenziato valori non conformi agli standard previsti per l’acqua destinata al consumo umano.
I successivi rapporti preliminari elaborati dall’Arpam hanno confermato la presenza di parametri microbiologici fuori norma. In attesa degli ulteriori accertamenti e del ripristino delle condizioni di sicurezza, l’amministrazione comunale ha quindi disposto la sospensione immediata dell’uso potabile dell’acqua erogata dalla rete interessata.
Divieto esteso anche agli animali
L’ordinanza vieta il consumo diretto, l’impiego dell’acqua per la preparazione e l’incorporazione negli alimenti e l’utilizzo per cucinare. Il divieto riguarda anche l’abbeverata degli animali, compresi quelli domestici, d’affezione e da allevamento. Le prescrizioni si applicano ai residenti, ai visitatori, alle attività economiche, alle aziende agricole e agli agriturismi delle località coinvolte, oltre che agli utenti delle fontane pubbliche collegate alla sorgente.
Per affrontare il disservizio, la sindaca ha ordinato al gestore del servizio idrico integrato Ciip Vettore di intervenire con la massima urgenza. Sono previsti la pulizia e la disinfezione delle condotte e dei serbatoi, insieme all’attivazione di un approvvigionamento sostitutivo tramite autobotti o cisterne di acqua potabile.
Il provvedimento resterà in vigore fino a quando l’Ast non certificherà il rientro dei parametri entro i limiti di legge. Solo dopo il ripristino delle condizioni previste potrà essere emesso l’atto formale di revoca del divieto.