Pontremoli (MS)

A Pontremoli la finale del Premio Bancarella della Cucina

Domani, a Palazzo Dosi Magnavacca, sarà proclamato il vincitore tra opere dedicate al rapporto fra alimentazione e società.

La cucina come chiave di lettura della società, della storia e delle culture del mondo è il filo conduttore della sestina finalista del Premio Bancarella della Cucina 2026. La proclamazione del vincitore si terrà domani alle 16.30 a Palazzo Dosi Magnavacca, a Pontremoli. La cerimonia sarà presentata da Lorenzo Borrelli.

In gara ci sono sei opere accomunate dall’idea che il cibo non sia soltanto un tema gastronomico, ma anche uno strumento per raccontare identità, trasformazioni sociali, memoria e rapporti economici. I libri selezionati attraversano ambiti diversi, dal teatro al cinema, dalla mitologia alla cultura pop, fino alle dinamiche della globalizzazione e ai ricordi familiari.

Le opere in finale

La sestina comprende A tavola con l’arte culinaria al teatro e al cinema di Salvatore Schiavone, Ermione. Vite & Vite di Elvira Gregorace, Haveli: l’India nel piatto di Giotti Singh, La cucina dei Manga di Giuseppe Bianco, Sugo di Maria Chiara Montera e La moneta bianca di Francesca Grazioli.

Il volume di Salvatore Schiavone analizza il ruolo del cibo nelle arti dello spettacolo e mostra come una tavola apparecchiata, una ricetta o una scena conviviale possano diventare elementi narrativi utili a descrivere personaggi, epoche e cambiamenti collettivi. Elvira Gregorace intreccia invece il mondo del vino con il mito classico e con l’universo femminile, seguendo la figura di Ermione, figlia di Elena e Menelao, in un percorso dedicato a passioni, fragilità e forza delle donne.

Con Giotti Singh il lettore compie un viaggio nelle diverse regioni del subcontinente indiano attraverso racconti, ricette e testimonianze. Il libro presenta tradizioni culinarie, ingredienti, rituali e usanze. Giuseppe Bianco guarda invece al mondo dei fumetti giapponesi e trasforma in preparazioni reali alcuni piatti comparsi nelle celebri serie orientali, con un approccio pensato anche per avvicinare i lettori più giovani.

Più personale è il percorso proposto da Maria Chiara Montera, che in Sugo unisce ricette, ricordi e riflessioni su famiglia, identità, memoria e ruolo tradizionalmente attribuito alle donne nello spazio domestico. Francesca Grazioli, con La moneta bianca, porta il racconto dalle risaie alle dinamiche dell’economia internazionale, concentrandosi sul riso, alimento fondamentale per miliardi di persone, e sulla sua storia produttiva e commerciale.

Gli appuntamenti collaterali

Il programma della giornata prevede anche due presentazioni affidate al professor Giuseppe Benelli: alle 11 sarà presentato Sangue delle Langhe di Marina Marazza, mentre alle 18.30 sarà la volta di Pasta Diva di Andrea Griffagnini. È inoltre previsto un momento dedicato al ricordo di Antonella Pagano, autrice di Sultancece, curato da Antonella Sotira Frangipane.

Le opere finaliste propongono prospettive differenti sul rapporto tra alimentazione e società, mostrando come la narrazione gastronomica possa intrecciarsi con la cultura, la memoria personale, il ruolo sociale della cucina e i grandi temi legati alla produzione alimentare globale.