Lombardia

Youssef Siher racconta il suo percorso in un video del 2023

Nel filmato il ricercatore ripercorre studi, incarichi universitari e impegno nella comunità musulmana

Youssef Siher, italiano di seconda generazione e ritenuto l’ideatore del Movimento 17 ottobre, ripercorre la propria esperienza in un video pubblicato nel 2023 dal canale YouTube Medio Oriente e dintorni. Nel filmato si presenta come giornalista freelance e ricercatore, raccontando il percorso maturato tra attività professionale, studi universitari e impegno nella comunità musulmana.

Il video lo presenta anche come organizzatore del primo iftar pubblico di Milano, il pasto serale con cui si interrompe il digiuno del Ramadan. L’intervento è dedicato in larga parte alla sua esperienza all’Università Statale di Milano e alla nascita dell’associazione degli studenti musulmani dell’ateneo.

L’esperienza alla Statale

Siher spiega di essere stato uno dei soci fondatori e il primo presidente effettivo dell’associazione, costituita nel 2018. Nel suo racconto illustra le ragioni che portarono alla creazione del gruppo e il lavoro svolto per rappresentare gli studenti musulmani all’interno dell’università.

«Ho fatto molte esperienze per la comunità musulmana della Statale di Milano», afferma nel filmato. Siher racconta inoltre di essere originario della provincia di Brescia, dove è nato e ha vissuto fino al liceo, prima di trasferirsi a Milano per frequentare l’università. Il ruolo ricoperto all’interno dell’associazione, spiega, gli consentiva di rappresentare gli studenti musulmani dell’ateneo.

Il progetto di una rappresentanza nazionale

Nel video viene ricordato anche il tentativo di creare una rete tra le associazioni musulmane attive nelle diverse università. L’obiettivo, secondo il racconto di Siher, era prima favorire la nascita di gruppi studenteschi nei singoli atenei e poi collegarli in una federazione con una struttura nazionale di rappresentanza, eventualmente anche in rapporto con il ministero.

«A cascata i diritti arrivavano in tutte le università dove gli studenti musulmani non hanno avuto la possibilità di fondare queste associazioni», spiega. Il progetto, aggiunge, si è rivelato complesso e non è arrivato a compimento. Tra le difficoltà indicate c’è la condizione degli stessi attivisti, principalmente studenti impegnati tra lezioni e lavori part time. «Il progetto è nato ma poi è morto», conclude, descrivendo così l’esito del tentativo di coordinamento nazionale.