Un uomo è stato arrestato sull’A1, nel territorio di Arezzo, dopo essere stato trovato in possesso di documenti contraffatti e di una refurtiva preziosa. L’intervento della Polizia Stradale è scattato nel pomeriggio del 24 ottobre 2026, in seguito alla segnalazione relativa a una truffa ai danni di una gioielleria e compro oro di Prato.
La centrale operativa aveva diramato le informazioni su un automobilista sospettato di aver raggirato il titolare dell’attività. Durante il controllo, il comportamento particolarmente nervoso del conducente ha spinto gli agenti ad approfondire gli accertamenti e a procedere con una perquisizione del veicolo.
I documenti contraffatti e i monili recuperati
Nell’abitacolo sono stati trovati una carta d’identità valida per l’espatrio contraffatta e un tesserino della Polizia di Stato falso, con la dicitura perito, la fotografia del fermato e i dati anagrafici di un’altra persona. Gli agenti hanno inoltre individuato abiti compatibili con quelli descritti dai testimoni e ripresi dalle telecamere di sorveglianza.
All’interno di una valigia era nascosto un involucro contenente 17 monili in metallo prezioso, corredati da pietre e cartellini dei prezzi. Gli oggetti, secondo la ricostruzione degli investigatori, sono quelli sottratti all’attività di Prato e hanno un valore stimato di circa 115mila euro.
La telefonata con il numero della Questura
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire il presunto modus operandi. L’uomo avrebbe contattato telefonicamente il titolare facendo comparire sul display il numero della Questura di Prato e qualificandosi falsamente come ispettore di polizia. Con questo stratagemma lo avrebbe convinto ad allontanarsi dalla sede di Prato per un controllo documentale presso la sede di Calenzano della stessa attività.
Mentre il titolare era assente, il sospettato si sarebbe presentato nel negozio di Prato, mostrando il documento contraffatto e riuscendo a farsi consegnare i preziosi. Gli accertamenti tecnici, i rilievi dattiloscopici e il recupero della refurtiva hanno consentito di confermare l’identità dell’uomo.
Il soggetto è stato arrestato in flagranza per il possesso del documento falso e denunciato a piede libero per il reato di truffa. Le indagini proseguono per identificare eventuali complici e recuperare il restante metallo prezioso ritenuto provento del raggiro.