Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 l’Italia tornerà all’ora solare. Alle 3 del mattino le lancette degli orologi analogici e dei dispositivi digitali non smart dovranno essere spostate indietro di un’ora. Smartphone e computer, invece, provvederanno in genere all’aggiornamento automatico.
Il cambio comporterà un’ora di luce in più al mattino, ma anche un tramonto anticipato e quindi meno luminosità nel tardo pomeriggio. Nella notte del passaggio sarà possibile dormire un’ora in più, mentre nei giorni successivi alcune persone potrebbero avvertire stanchezza, difficoltà di concentrazione o un lieve sfasamento del ritmo sonno-veglia.
Perché esiste l’ora solare
L’idea di modificare l’orario per sfruttare meglio la luce naturale e favorire il risparmio energetico risale al XVIII secolo ed è stata associata anche a Benjamin Franklin. L’introduzione su larga scala è avvenuta però nel Novecento. In Italia il sistema è regolato stabilmente dalla legge 503 del 1965.
Con l’evoluzione dell’efficienza energetica, il risparmio legato al cambio dell’ora è oggi considerato più contenuto rispetto al passato. Per questo diversi Paesi e l’Unione Europea hanno discusso l’ipotesi di abolire il meccanismo. Al momento, tuttavia, in Italia l’alternanza tra ora solare e ora legale resta in vigore.
Come affrontare l’adattamento
Per ridurre il disagio si può anticipare gradualmente il momento in cui si va a dormire e quello del risveglio, spostandoli di 10-15 minuti nei giorni precedenti. Anche l’esposizione alla luce naturale del mattino può aiutare il ritmo circadiano ad adeguarsi al nuovo orario.
È inoltre consigliabile mantenere regolari gli orari dei pasti, dell’attività fisica e del riposo, evitando caffeina e alcol prima di dormire. Un controllo manuale degli orologi resta utile per verificare quali dispositivi non siano programmati per aggiornarsi automaticamente. Il ritorno all’ora legale è previsto per domenica 28 marzo 2027.