A Sambuca Pistoiese il conto è arrivato a 1.500 giorni senza medico di famiglia. Una cifra che corrisponde a circa quattro anni e che il territorio ha scelto di rendere nuovamente pubblica con un presidio civile in programma dalle 10.30 in piazza Pertini, a Taviano.
L’iniziativa nasce per riportare l’attenzione sulla mancanza di un riferimento sanitario stabile per i residenti del Comune montano. Il tema, spiegano gli organizzatori, non riguarda soltanto una singola carenza, ma il diritto di poter accedere ai servizi fondamentali indipendentemente dal luogo in cui si vive.
Il disagio dei territori montani
Il sindaco Marco Breschi ha indicato l’assenza del medico come il simbolo di una più ampia difficoltà dello Stato a garantire servizi nelle aree montane. Nel caso di Sambuca Pistoiese, alle criticità sanitarie si aggiungono quelle legate all’istruzione, con plessi scolastici che faticano a restare aperti, ai trasporti e alle infrastrutture, comprese quelle digitali.
La giornata del 24 ottobre è stata organizzata con l’obiettivo di riaffermare il principio secondo cui i diritti fondamentali non dovrebbero dipendere dalla posizione geografica. Il presidio non è stato presentato soltanto come una nuova denuncia, ma anche come un momento di confronto tra cittadini, istituzioni e rappresentanti del mondo giuridico.
Il confronto e gli invitati
Al dibattito partecipano Marco Bussone, presidente di Uncem, Luca Marmo, presidente di Ucap, il giurista Emanuele Rossi e la ricercatrice Ilaria Agostini. A moderare l’incontro è la giornalista Marta Quilici. Sono stati invitati anche rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, consiglieri regionali e locali, sindacati e forze dell’ordine.
L’appuntamento è sostenuto dalle associazioni del territorio. Al termine del confronto è previsto un pranzo collettivo con polenta e necci. La mobilitazione punta così a mantenere aperta la discussione sul futuro dei servizi pubblici a Sambuca Pistoiese e, più in generale, sulle difficoltà che interessano le comunità montane.