La storia dell’Aurelia Bis, progettata per offrire un’alternativa alla viabilità costiera tra Albisola Superiore, la località Grana e Savona, si arricchisce di un nuovo episodio. Nella notte del 21 ottobre una porzione della paratia del cantiere ha ceduto, provocando il crollo di un tratto di via Famagosta, una delle arterie principali di Savona. Il materiale è finito all’interno dello svincolo Miramare, a poca distanza dai palazzi di via Turati.
L’episodio ha riacceso le preoccupazioni degli abitanti, già alle prese da anni con disagi, modifiche alla viabilità e timori legati alla sicurezza dell’area. Solo per una circostanza fortuita un operaio di Sea-S, impegnato durante il turno notturno, non è stato trascinato nel cantiere insieme al camioncino e alle macerie.
Un’opera attesa da oltre un decennio
Il progetto prevede un tracciato di circa 5,2 chilometri, in larga parte in galleria, con l’obiettivo di alleggerire il traffico nei comuni delle due Albissole e migliorare i collegamenti con le aree portuali di Savona e Vado Ligure. I primi progetti risalgono al 2001, mentre i lavori sono partiti tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.
Nel corso degli interventi sono emersi problemi geologici durante gli scavi, carenze progettuali, difficoltà negli espropri e questioni legate alla gestione del materiale di risulta. I residenti di via Turati hanno contestato l’interruzione della strada, un tempo collegata direttamente all’Aurelia, oltre alle vibrazioni avvertite negli edifici e alla conseguente svalutazione degli immobili. Nelle località Grana e Luceto, invece, le proteste hanno riguardato gli accumuli di materiale, le polveri e la presenza dell’impianto di bitumazione.
Nel gennaio 2015 è stata completata la galleria Basci. Nel luglio 2018 la talpa ha terminato lo scavo della galleria dei Cappuccini, raggiungendo via Schiantapetto, in località Rusca. Pochi mesi dopo, nell’autunno dello stesso anno, i lavori si sono però fermati a causa delle difficoltà finanziarie del Consorzio Cmc di Ravenna, impresa capofila dell’appalto, entrata nella procedura di concordato preventivo.
Subentri, contenziosi e nuovi ritardi
Anas aveva valutato la risoluzione del contratto e il possibile subentro di Itinera, ma un contenzioso tra l’ente e Cmc ha ostacolato l’operazione. Dopo la sospensione dei lavori, i curatori della società hanno chiesto lo scioglimento del contratto. Nel giugno 2019 il Tribunale di Ravenna ha disposto lo scioglimento dell’associazione temporanea d’impresa e Anas ha formalizzato la chiusura del cantiere.
Nel giugno 2021 il Ministero dei Trasporti ha nominato commissario l’ingegnere Matteo Castiglioni. Nel 2022 l’appalto è stato aggiudicato a ICI Italiana Costruzioni Infrastrutture, ma anche questa impresa è entrata in difficoltà, lasciando il cantiere nuovamente fermo e alcuni lavoratori senza stipendio e cassa edile. Dopo la procedura di ricomposizione del debito conclusa nel luglio 2025, il rigetto del piano concordatario da parte del Tribunale di Roma ha portato Anas ad avviare la risoluzione del contratto e le procedure per il subentro del Consorzio Infratech, seconda impresa classificata nella gara originaria.
Il cronoprogramma prevede entro la fine del 2026 il varo delle travi del viadotto Sansobbia e nel 2027 la realizzazione della rotatoria di fine lotto in via Saettone, ad Albisola. Sono inoltre previsti interventi nelle gallerie Basci, San Paolo e Cappuccini, il completamento dello svincolo Letimbro, una prima fase dello svincolo Miramare e il varo dell’impalcato di via Turati, con il miglioramento dell’illuminazione attraverso corpi a LED.
Dopo il cedimento di via Famagosta, tuttavia, tra gli abitanti prevale la richiesta di verifiche puntuali sulle condizioni del cantiere e sulle opere già realizzate. Il lungo susseguirsi di rinvii, cambi di programma e contenziosi ha alimentato una sfiducia che non può essere affrontata soltanto con nuovi annunci: la priorità indicata dai residenti resta la sicurezza delle persone.