Una scuola demolita, una nuova struttura ancora lontana e studenti costretti da anni a frequentare una sede provvisoria. È la situazione dell’istituto Barsanti, dove ieri mattina è tornata la protesta degli studenti, preoccupati per l’incertezza sui tempi di realizzazione del nuovo edificio. Dopo la demolizione avviata nell’autunno 2024, il progetto di ricostruzione è stato modificato: dalle cinque palazzine inizialmente previste si è passati a tre. Nei giorni scorsi, inoltre, è stato segnalato lo smontaggio del cantiere, circostanza che ha alimentato i timori di ragazzi e famiglie.
La mobilitazione si inserisce in una protesta più ampia. Martedì circa mille studenti degli istituti Palma, Fermi, Meucci e Pascoli sono scesi in piazza Aranci per denunciare problemi di manutenzione, carenza di spazi e difficoltà nell’utilizzo di palestre e laboratori. Le segnalazioni riguardano situazioni diverse, ma hanno evidenziato una richiesta comune: poter seguire le lezioni in ambienti adeguati e disporre di strutture funzionanti.
Le criticità segnalate negli istituti
Al Fermi gli studenti hanno indicato la presenza di aule insufficienti, lezioni svolte nei seminterrati e infiltrazioni nella palestra. Al liceo Palma resta da affrontare il rapporto tra il numero degli iscritti e gli spazi disponibili, anche in relazione alla condivisione degli ambienti per l’attività motoria con il Toniolo. Al Pascoli la riapertura della palestra era legata alla consegna di una porta di sicurezza, mentre al Meucci sono state segnalate tapparelle danneggiate e servizi igienici da sistemare.
Per i nuovi laboratori, secondo l’ultimo aggiornamento della Provincia, era atteso il nulla osta dei Vigili del fuoco. Dopo l’incontro con le rappresentanze degli istituti, l’amministrazione provinciale ha annunciato sopralluoghi tecnici e verifiche sulle segnalazioni, assicurando interventi compatibili con le risorse disponibili. Le proteste degli studenti, viene precisato, non equivalgono automaticamente a giudizi tecnici di inagibilità degli edifici.
I cantieri ancora aperti
Sul fronte degli interventi più consistenti, il liceo classico Pellegrino Rossi è tornato il 16 settembre nella sede storica di via Democrazia, dopo circa tre anni di lavori e un investimento superiore a 3,5 milioni di euro. Restano tuttavia da completare la palestra principale e alcune sistemazioni esterne. Al Minuto, dopo il rientro di 14 classi nel gennaio scorso, il secondo lotto per l’adeguamento sismico, antincendio e impiantistico era arrivato alla fase di gara. Resta da verificare l’esito della procedura e il calendario dei lavori.
Più lunga appare la prospettiva per la Parini di Romagnano, chiusa nel gennaio 2025 dopo le verifiche sulla vulnerabilità dell’edificio. In agosto è stato individuato il vincitore del concorso di idee per la ricostruzione, ma prima dell’avvio del cantiere devono essere completati i passaggi progettuali e finanziari.
Dal Barsanti alla Parini, passando per gli istituti che chiedono interventi di manutenzione, il tema centrale resta la trasformazione di progetti e finanziamenti in lavori conclusi e spazi realmente disponibili. Per gli studenti, la qualità dell’edilizia scolastica si misura nella possibilità di svolgere le lezioni senza trasferimenti prolungati, scadenze incerte e strutture non utilizzabili.