Per la prima volta all’Ospedale di Livorno è stato eseguito un intervento chirurgico per un aneurisma dell’aorta addominale mantenendo la paziente sveglia, in respiro spontaneo e senza dolore. La procedura, realizzata il 24 ottobre 2026, ha riguardato una donna in condizioni cliniche particolarmente delicate, già sottoposta a ossigenoterapia domiciliare. L’operazione si è conclusa senza complicanze e la paziente è stata dimessa dopo pochi giorni.
Una soluzione per i pazienti più fragili
L’intervento è stato eseguito attraverso una piccola incisione addominale e con la cosiddetta chirurgia Awake, una tecnica che può essere presa in considerazione nei casi in cui l’anestesia generale comporti rischi aggiuntivi. L’approccio è rivolto in particolare a persone con patologie concomitanti e funzionalità respiratoria compromessa.
In alcune situazioni, inoltre, le caratteristiche anatomiche del paziente o dell’aneurisma non consentono di intervenire per via endovascolare, cioè raggiungendo la dilatazione dell’aorta dall’interno dei vasi sanguigni. Per questi pazienti la chirurgia tradizionale può rappresentare l’unica possibilità di trattamento, ma richiede una gestione anestesiologica adeguata alla complessità del quadro clinico.
La tecnica prevede anestesie mirate ai nervi e alla sensibilità dell’area da operare, associate a una sedazione leggera. In questo modo è possibile controllare il dolore e mantenere la persona cosciente e in grado di respirare autonomamente per tutta la durata della procedura. L’accesso chirurgico più contenuto può favorire un recupero postoperatorio più rapido, anche se rende più impegnativo il lavoro dell’équipe chirurgica.
Il lavoro dell’équipe
Secondo Baldassare Ferro, direttore della UOC di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, l’anestesia Awake richiede preparazione specifica, monitoraggio continuo e strumenti di supporto respiratorio. L’obiettivo è controllare il dolore e mantenere stabili le funzioni respiratorie e cardiocircolatorie, adattando ogni scelta alle condizioni della persona. La gestione, ha spiegato, richiede competenze proprie della terapia intensiva e può ridurre, nei casi indicati, i rischi collegati all’anestesia generale.
L’intervento si è svolto sotto la supervisione di Ferro e di Giustina Romano, direttrice del Blocco operatorio, nell’ambito del Dipartimento Emergenza Urgenza diretto da Paolo Carnesecchi, con il coordinamento infermieristico di Michela Bruni. In sala operatoria erano presenti l’anestesista Marco Soldani e l’équipe della UOC di Chirurgia Vascolare, diretta da Daniele Adami, con i chirurghi Gianluca Ceccanei, Maria Antonietta Pacilè e Vincenzo Schiavo e il personale infermieristico.
Adami ha definito il risultato frutto del lavoro congiunto delle diverse professionalità e ha sottolineato come l’introduzione della chirurgia Awake ampli le possibilità di trattamento per pazienti a rischio elevato. Per Maria Letizia Casani, direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, l’intervento evidenzia la collaborazione tra specialità e la capacità dell’ospedale livornese di affrontare situazioni complesse. La struttura, sotto la guida del direttore del presidio Spartaco Mencaroni, potrà valutare questa soluzione nei casi in cui le condizioni cliniche la rendano appropriata.