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Fondazione Mps a Siena, primo via libera al piano Lovaglio

La Deputazione generale orienta l’organo amministrativo; l’Antitrust valuta correttivi per l’eventuale partecipazione in Generali.

La Fondazione Mps prende posizione a favore del progetto industriale presentato dall’amministratore delegato del Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio. Dopo circa sei ore di confronto, a tratti acceso, la Deputazione generale riunita a Palazzo Sansedoni, a Siena, ha approvato un indirizzo destinato alla Deputazione amministratrice, chiamata a riunirsi mercoledì 28, alla vigilia dell’assemblea dei soci della banca prevista per il 29 ottobre.

Il sostegno al progetto della banca

Nel documento approvato, l’organo della Fondazione sottolinea che Mps è stata interessata da un importante percorso di ristrutturazione e valorizzazione portato avanti dall’attuale governance. Il progetto, se completato, consentirebbe secondo la Fondazione di preservare indipendenza strategica, integrità e identità dell’istituto, con ricadute anche sulla salvaguardia dell’occupazione e sul ruolo della direzione generale nel territorio d’origine.

La Deputazione generale rivendica inoltre il legame storico tra la Fondazione e la banca conferitaria, ricordando di essere espressione del territorio di riferimento. Nel testo non viene citata esplicitamente l’Opas di Intesa Sanpaolo, rispetto alla quale il presidente della Fondazione, Riccardo Coppini, aveva prospettato l’adesione. Il documento stabilisce però che eventuali operazioni straordinarie proposte da soggetti esterni potranno essere prese in considerazione solo in seguito, qualora il progetto di Lovaglio fosse bloccato dal voto degli azionisti e una volta definito il relativo iter formale.

Le richieste dell’Antitrust

Mentre a Siena era in corso la riunione, il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Saverio Valentino, ha dichiarato a Mlex che Intesa Sanpaolo potrebbe dover adottare correttivi comportamentali per fare in modo che la partecipazione indiretta acquisita in Generali attraverso l’operazione su Mps resti un mero investimento finanziario.

Secondo Valentino, sarà essenziale evitare che l’entità risultante dall’operazione possa influenzare il comportamento di Generali. Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, aveva assicurato l’indipendenza assoluta della compagnia e ribadito la fiducia nel lavoro dell’Antitrust. Il presidente dell’Autorità ha inoltre indicato nella cessione di filiali la soluzione necessaria nelle aree commerciali caratterizzate da una significativa sovrapposizione tra le attività dei gruppi.

L’operazione prevede un accordo con Unipol per la cessione del marchio Mps e di 635 filiali, 445 delle quali già individuate in via definitiva. Anche le restanti 190 dovrebbero essere cedute, ma la loro assegnazione è ancora provvisoria e potrebbe cambiare per risolvere le sovrapposizioni a livello locale.

Nel frattempo, seguendo le indicazioni dei proxy advisor, quattro investitori istituzionali hanno comunicato l’intenzione di votare contro il piano dell’amministratore delegato: il California State Teachers’ Retirement System, il California Public Employees’, la British Columbia Investment Management Corporation e lo State Board of Administration della Florida. I fondi non hanno reso nota l’entità delle rispettive partecipazioni, ma hanno dichiarato che sosterranno la proposta di incorporare Mediobanca in Monte Paschi.