Latina (LT)

Gli eredi Cambellotti rivogliono le opere: «Patti non rispettati»

Il patrimonio del Museo Civico – tra cui Il Buttero e La Redenzione dell'Agro – rischia di lasciare la città per essere trasferito a Roma

Gli eredi Cambellotti rivogliono le opere: «Patti non rispettati»

Prima o poi doveva accadere, e forse i segnali, negli anni, c’erano già tutti. Gli eredi di Duilio Cambellotti — l’artista e maestro che ha contribuito in maniera determinante a definire l’immaginario visivo e culturale dell’Agro Pontino — hanno deciso di passare alle vie legali. Attraverso un ricorso notificato al Comune di Latina, la famiglia chiede la restituzione delle opere donate o concesse in uso, sostenendo che nel tempo siano stati disattesi gli impegni e le condizioni alla base di quelle cessioni.

Una vicenda che colpisce al cuore il Museo Civico Duilio Cambellotti, inaugurato nel 2005 all’interno dell’ex Palazzo dell’Opera Balilla e diventato negli anni uno dei principali presidi della memoria artistica della città.

Le ragioni dello scontro: clausole violate e scarsa valorizzazione

La contestazione non riguarda soltanto la proprietà dei lavori, ma il modo stesso in cui è stato gestito e portato avanti il progetto museale.

  • Gli impegni disattesi: Le donazioni e i comodati d’uso firmati negli anni prevedevano clausole vincolanti: il Comune si era impegnato a sviluppare il museo, promuovere studi, pubblicazioni, convegni e mostre per mantenere viva la figura di Cambellotti. Secondo gli eredi, la struttura avrebbe progressivamente perso questa sua funzione scientifica e culturale.

  • Mancanza di comunicazione: La famiglia riferisce di aver sollecitato più volte l’amministrazione per avere informazioni sullo stato di conservazione e gestione dei beni, senza però ricevere risposte adeguate.

Ora il Comune sarà chiamato a produrre tutta la documentazione amministrativa e a dimostrare le attività di valorizzazione svolte, compresa la recente mostra “Forza e visioni, 150 anni di Cambellotti”.

Opere danneggiate e fondi al minimo: il nodo conservazione e sicurezza

Tra i punti più critici del ricorso figurano le condizioni di conservazione del patrimonio e le scarse risorse a disposizione dell’ente:

  1. Il danno alle sculture: Durante alcuni spostamenti sono state danneggiate due opere di enorme pregio risalenti al periodo 1914-1919: due versioni de La Pace (una in gesso e l’altra polimaterica rifinita a cera nera). Solo lo scorso giugno il Comune ha avviato un cantiere di restauro cofinanziato dalla Regione Lazio.

  2. Budget ridotti all’osso: Durante una recente commissione Cultura, la direttrice del museo, Antonia Lo Rillo, ha lanciato un allarme: le risorse ordinarie ammontano a soli 3.000 euro all’anno, cifra con cui è impossibile garantire persino la vigilanza e i servizi essenziali.

  3. Eventi inappropriati: Sotto accusa c’è anche l’uso improprio della struttura. Ha fatto discutere, circa sei mesi fa, la scelta di ospitare nella sala principale del museo la finale del concorso di bellezza Miss Teen Lazio, ritenuta un’iniziativa del tutto priva di coerenza con la vocazione dell’istituzione.

Cosa c’è in gioco: un patrimonio inestimabile e l’ombra del Centenario

Il Museo Cambellotti racchiude oltre mezzo secolo di produzione dell’artista nel territorio pontino:

  • Sculture iconiche come Il Buttero, Vacche aratrici e La Pace;

  • I cartoni preparatori del celebre ciclo La Redenzione dell’Agro;

  • Decine di disegni, tempera, xilografie, ceramiche, medaglie e libri d’epoca.

Non si tratta del primo scontro: già nel 2023, sotto la gestione commissariale, i proprietari di undici opere ne avevano preteso il rientro, vicenda poi rientrata con una conciliazione. Oggi la spaccatura appare più profonda e si prospetta l’ipotesi di un trasferimento della collezione verso un museo di Roma.

Un esito sfavorevole della controversia priverebbe Latina del suo polo culturale più vitale — in un panorama cittadino che vede già la Pinacoteca chiusa da anni, il Museo della Medaglia smantellato e il Procoio inattivo — compromettendo la partecipazione della città alle future iniziative per il Centenario e rischiando l’esclusione dal sistema museale regionale.