Toscana

Cava Fornace, gli ambientalisti contestano le integrazioni

Il 24 novembre la Conferenza dei Servizi valuterà il provvedimento regionale sul sito di Montignoso.

Prosegue il confronto sulla discarica dell’ex Cava Fornace, al centro delle contestazioni dei comitati che chiedono la chiusura dell’impianto. A riaccendere la polemica è stata un’intervista pubblicata dal Tirreno a Sandro Lascialfari, amministratore unico di Programma Ambiente Apuane, nella quale viene difesa la sostenibilità delle integrazioni al progetto presentate a settembre.

Secondo i comitati contrari alla prosecuzione dell’attività, le modifiche non rappresentano una soluzione accettabile. La posizione degli ambientalisti resta quella della chiusura immediata della discarica, mentre l’azienda sostiene che un’interruzione anticipata non sarebbe compatibile con le condizioni economiche dell’impianto. Il confronto riguarda quindi sia gli aspetti ambientali sia le conseguenze legate alla gestione della struttura.

La valutazione del progetto

Un passaggio decisivo è atteso il 24 novembre, quando la Conferenza dei Servizi potrebbe esprimersi sul rilascio del PAUR, il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale. In caso di esito favorevole, sarebbe possibile procedere con la seconda tranche del progetto, consentendo il conferimento dei materiali oltre l’attuale quota di 43 metri sul livello del mare.

La nuova fase porterebbe il livello previsto fino a 68 metri, con l’obiettivo indicato nel progetto di arrivare successivamente a 98 metri per l’ultima tranche. Le integrazioni prevedono però una riduzione dei volumi complessivi, passati da un milione a 650mila metri cubi. Il progetto contempla inoltre l’ampliamento delle tipologie di rifiuti conferibili, mantenendo una quota del 30 per cento di amianto.

Il ruolo dei Comuni

Tra gli interventi previsti figura anche la realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato, con la possibilità di scaricarlo nella rete fognaria. Sono proprio questi elementi, insieme alla prosecuzione dei conferimenti, a essere contestati dai comitati che chiedono un esame approfondito dell’iter autorizzativo.

Il Comune di Pietrasanta si prepara intanto ad attivare la procedura di inchiesta pubblica collegata al rilascio del PAUR. L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato da Montignoso e, secondo il comitato Ugo Pisa, potrebbe essere seguita anche dagli altri Comuni interessati. La decisione della Conferenza dei Servizi costituirà quindi il prossimo passaggio formale nella vicenda.