Una conversazione online creata per organizzare ronde contro persone straniere e giovani definiti con un termine dispregiativo è stata individuata dalla Polizia di Stato a Crema. La scoperta è avvenuta nell’ambito degli accertamenti avviati dopo le manifestazioni e gli scontri del 17 e 18 ottobre nel Cremonese.
Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il gruppo contava 44 membri e aveva come immagine del profilo un ritratto di Benito Mussolini. A gestirlo sarebbe stato un ventenne italiano con precedenti per furto e minaccia. Nella conversazione gli investigatori hanno trovato messaggi inneggianti all’aggressione, con riferimenti razzisti, xenofobi e alla propaganda fascista.
Il controllo dopo gli scontri
La chat è stata individuata analizzando il cellulare del giovane, fermato il 19 ottobre dagli agenti della Questura di Cremona, guidata dal questore Carlo Ambra. Insieme a lui erano stati fermati altri ragazzi, una trentina in tutto, per lo più vestiti di scuro, mentre percorrevano compatti le strade del centro di Crema.
Durante quell’intervento, all’interno di un’automobile, erano stati sequestrati anche un passamontagna bianco e un martello. Gli elementi raccolti hanno consentito di ricostruire l’esistenza del gruppo e le finalità attribuite alla sua attività, ora al vaglio degli investigatori.
Gli inquirenti ritengono che la conversazione fosse nata come reazione alle iniziative violente annunciate nella chat denominata “occupiamo scuole Cremona 19/10/2026”. Tra i contenuti acquisiti figurano inviti a muoversi insieme per le vie di Crema, a procurarsi manganelli e a utilizzare bottiglie incendiarie. Alcuni messaggi contenevano inoltre espressioni esplicitamente razziste e richiami ai campi di sterminio nazisti.
Messaggi al vaglio degli investigatori
Il materiale trovato sul dispositivo è ora utilizzato per ricostruire ruoli, rapporti e possibili condotte dei partecipanti. La polizia sta verificando il significato e il contesto dei messaggi, oltre all’eventuale collegamento tra le intenzioni espresse nella conversazione e i fatti avvenuti durante le manifestazioni.
L’attività si inserisce nel quadro dei controlli disposti dopo i disordini di metà ottobre. Il ritrovamento della chat e il sequestro degli oggetti nell’auto rappresentano gli elementi finora riferiti dagli investigatori sull’episodio avvenuto nel centro cittadino.