Reggio nell'emilia (RE)

A Reggio Emilia un confronto tra israeliani e palestinesi

L’incontro nasce dopo le polemiche sul viaggio formativo con docenti di scuole ebraiche e guarda alla riconciliazione nonviolenta

Trasformare il dolore nella speranza è il titolo dell’incontro promosso dal sistema educativo di Reggio Emilia dopo le polemiche legate alla partecipazione di docenti di scuole ebraiche a un viaggio di formazione in città. Al centro dell’appuntamento, il tema della riconciliazione nel conflitto israelo-palestinese e la possibilità di costruire relazioni fondate sull’ascolto e sul superamento dell’odio.

All’incontro hanno partecipato Robi Damelin e Mohammad Awad, due testimoni impegnati da anni nel sostenere una soluzione al conflitto attraverso percorsi nonviolenti. Il loro dialogo si è intrecciato con gli interventi di Naldo Rinaldi, dell’Istituzione scuole e nidi d’infanzia, e di Maurizio Gozzi, della Cooperativa L’Ovile, responsabile del Servizio Giustizia Riparativa.

Il percorso di Parents Circle

Damelin e Awad fanno parte di Parents Circle, associazione che riunisce israeliani e palestinesi accomunati dalla perdita di un familiare nel lungo conflitto arabo-israeliano. L’organizzazione, attiva da circa trent’anni, propone la conoscenza reciproca e il riconoscimento delle sofferenze vissute da entrambe le parti come strumenti per affrontare il conflitto.

Robi Damelin, israeliana, ha perso nel 2002 il figlio di 28 anni, ucciso mentre prestava servizio come riservista nell’esercito. Mohammad Awad, palestinese, ha invece raccontato la perdita del cugino Amjad, ucciso in Cisgiordania nel 2025. Le loro esperienze personali sono diventate parte di un impegno pubblico volto a promuovere il dialogo e la nonviolenza.

Il possibile Summer Camp a Reggio Emilia

Tra le esperienze presentate c’è il Summer Camp organizzato da Parents Circle. Il progetto prevede una settimana di attività con circa 40 adolescenti israeliani e palestinesi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Il presupposto è l’incontro diretto tra giovani appartenenti alle due comunità, attraverso il riconoscimento e l’accettazione della verità dell’altro.

Il percorso, secondo quanto emerso durante l’incontro, potrebbe essere ospitato prossimamente a Reggio Emilia. L’iniziativa si inserisce nel confronto avviato dal sistema educativo della città dopo le discussioni sul viaggio di formazione e punta a mantenere aperto uno spazio di riflessione sul ruolo dell’educazione nei processi di riconciliazione.