Imperia (IM)

CNA Imperia: più valore per l’olio del Ponente

La richiesta nasce dal confronto con la grande distribuzione e punta a tutelare imprese, competenze e paesaggio.

CNA Imperia sostiene l’iniziativa nazionale promossa da CNA AgroAlimentare e dalle associazioni dei frantoiani per chiedere una remunerazione più adeguata alle imprese coinvolte nella produzione dell’extravergine italiano. L’obiettivo è superare una concorrenza basata soltanto sul prezzo e riconoscere il lavoro, le competenze e i costi sostenuti lungo tutta la catena produttiva.

Il tema riguarda da vicino il territorio imperiese, dove olivicoltura e frantoi rappresentano una componente dell’economia e del paesaggio del Ponente. La redditività delle aziende, secondo l’associazione, è indispensabile per garantire la continuità delle attività, contrastare l’abbandono degli oliveti e mantenere i terrazzamenti e i muri a secco.

Il confronto con la grande distribuzione

Il percorso è partito dal primo confronto con la Grande Distribuzione Organizzata, svoltosi il 20 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. CNA AgroAlimentare, Associazione Frantoiani di Puglia, Associazione dei Mastri Oleari e Consorzio Frantoi Artigiani e Piccole Imprese hanno condiviso la necessità di valorizzare l’extravergine italiano per qualità, biodiversità e professionalità, evitando che il prezzo diventi l’unico criterio di scelta.

Il segretario di CNA Imperia e vicesegretario di CNA Liguria, Luciano Vazzano, ha evidenziato che dietro una bottiglia ci sono la manutenzione degli oliveti, la raccolta e gli investimenti dei frantoi. Per l’associazione, la distribuzione e le istituzioni dovrebbero favorire rapporti commerciali capaci di rendere riconoscibili le produzioni e di consentire alle aziende di continuare a investire.

Le proposte per il territorio

Nell’Imperiese, la cultivar Taggiasca e l’olio Riviera Ligure DOP costituiscono elementi di riconoscibilità da rafforzare. CNA Imperia Frantoiani, attraverso la presidente Serena Mela, sottolinea l’importanza della cura delle olive, dei tempi di lavorazione, delle competenze in frantoio e della corretta conservazione. Informare i consumatori su queste differenze, secondo l’associazione, può contribuire a dare maggiore riconoscimento economico alla qualità.

Tra le proposte avanzate a livello nazionale figurano una presenza più riconoscibile dell’olio italiano sugli scaffali, la sperimentazione delle Isole della Biodiversità Olivicola Italiana e la valorizzazione del ruolo del Mastro Oleario sulle confezioni. CNA chiede che queste iniziative siano accessibili anche ai piccoli frantoi, attraverso assaggi nei punti vendita, informazioni chiare sull’origine e sulle caratteristiche dei prodotti e accordi di fornitura che tengano conto dei costi reali.

L’associazione sollecita inoltre la Regione e le istituzioni locali a sostenere l’innovazione dei frantoi, la formazione e il recupero degli oliveti. Un ulteriore spazio di sviluppo viene individuato nel rapporto con ristoranti e alberghi della Riviera, mediante degustazioni, visite in frantoio e collaborazioni con gli operatori dell’ospitalità. CNA Imperia propone infine la prosecuzione del confronto con i ministeri competenti e la costruzione di una collaborazione territoriale tra imprese, commercio, turismo e istituzioni.