La decisione della giunta Rapinese di trasformare altri 120 stalli gratuiti in parcheggi a pagamento ha provocato la reazione delle opposizioni a Como. Il provvedimento, approvato il 21 ottobre, prevede l’introduzione di nuove strisce blu dal 1° gennaio 2027 e riguarda diverse aree della città.
La misura interessa le vie Giuseppe Gorio, Don Guanella ed Enrico Musa, dove tutti gli stalli gratuiti esistenti saranno convertiti alla sosta a pagamento con tariffa Blu. Cambieranno inoltre le regole nelle vie Crispi e Radice, mentre in via Prudenziana sono previsti nuovi posti a pagamento e l’istituzione di una zona 30.
Le contestazioni del Partito Democratico
Daniele Valsecchi, segretario cittadino del Partito Democratico, critica la scelta dell’amministrazione e sostiene che l’estensione della sosta a pagamento renda più difficile vivere in città. Secondo Valsecchi, l’obiettivo dichiarato di scoraggiare l’accesso delle auto private dei non residenti nelle aree turistiche rischierebbe di penalizzare anche chi abita a Como.
Il dirigente dem collega la decisione alle difficoltà quotidiane legate al traffico e ai cantieri cittadini. A suo giudizio, per ridurre davvero il numero delle automobili sarebbero necessari un trasporto pubblico più efficace, parcheggi di interscambio e alternative concrete per chi deve raggiungere il centro. Valsecchi ha inoltre annunciato che il Pd intende rivedere le politiche su parcheggi, tariffe e mobilità in caso di futura amministrazione diversa.
Le critiche di Nova Como e Fratelli d’Italia
Vincenzo Falanga e Teresa Minniti, esponenti di Nova Como, contestano invece l’aumento dei costi per residenti, lavoratori e attività di vicinato. Il gruppo sottolinea che trasformare un parcheggio gratuito in uno a pagamento non aumenta il numero degli stalli disponibili, ma introduce una spesa aggiuntiva per chi utilizza l’auto per necessità quotidiane, come accompagnare i figli, assistere un familiare o raggiungere il posto di lavoro.
Secondo Nova Como, ogni intervento dovrebbe essere accompagnato da motivazioni chiare, da una valutazione delle conseguenze sui quartieri e da misure a favore delle famiglie con minori disponibilità economiche. Nella delibera, il Comune indica invece l’obiettivo di favorire il ricambio delle auto, garantire una maggiore disponibilità per residenti e altri utenti e scoraggiare l’accesso dei veicoli privati nelle zone più frequentate dai turisti. L’amministrazione segnala anche l’intenzione di mantenere tariffe forfettarie per i lavoratori.
Alle critiche si è aggiunto Alessandro Nardone, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che ha definito l’estensione della sosta una nuova pressione economica sui cittadini. Nardone ha richiamato anche i precedenti aumenti delle tariffe e ha annunciato, in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni comunali, una revisione della politica della sosta, a partire dalle tariffe Vulcano.