Marche

Maxi inchiesta sulla ricostruzione: 8 arresti e 57 milioni sequestrati

Nel mirino anche Fabio Pistarelli, già collaboratore del governatore Francesco Acquaroli. Tre avvisi nel Fermano.

Otto arresti, 51 indagati e un sequestro preventivo da 57 milioni di euro. Sono i numeri dell’inchiesta sulla gestione dei fondi destinati alla ricostruzione dopo il terremoto del 2016, condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia. L’indagine riguarda un sistema di affidamenti pubblici dal valore complessivo stimato in circa 350 milioni di euro.

Le accuse e il ruolo degli intermediari

Tra le persone raggiunte dai provvedimenti figura l’avvocato Fabio Pistarelli, già capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, incarico dal quale si era dimesso nel 2025. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe sfruttato le proprie relazioni istituzionali per ottenere vantaggi illeciti. La difesa ha respinto le contestazioni e ha annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame.

Le indagini, avviate nel 2023, avrebbero fatto emergere infiltrazioni della criminalità organizzata, in particolare della ’Ndrangheta e dei Casalesi, nel sistema degli appalti legati alla ricostruzione. Al centro dell’attività investigativa ci sarebbe il ruolo dei cosiddetti imprenditori cerniera, utilizzati, secondo gli inquirenti, per aggirare i controlli antimafia e favorire l’ingresso nei cantieri di società riconducibili ai clan calabresi e campani.

Le reazioni politiche

L’inchiesta coinvolge anche il Fermano, dove tre persone hanno ricevuto un avviso di garanzia. Tra i destinatari dei provvedimenti e delle contestazioni citati nell’articolo figura inoltre il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, che ha definito la vicenda una grave offesa alle istituzioni e alle comunità colpite dal sisma. Il procedimento si trova nella fase delle indagini e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie.

Il governatore Francesco Acquaroli ha parlato di incredulità e amarezza, definendo un possibile tradimento nei confronti della comunità marchigiana il comportamento contestato all’ex collaboratore. La difesa di Pistarelli ha ribadito la sua estraneità alle accuse. Dai banchi dell’opposizione, Augusto Curti e Irene Manzi del Partito democratico hanno chiesto maggiore chiarezza e controlli più incisivi sulla filiera degli appalti.

Secondo i consiglieri dem, il coinvolgimento di esponenti che hanno ricoperto incarichi apicali impone una riflessione sull’azione amministrativa. La richiesta è di rafforzare trasparenza e verifiche per tutelare cittadini e imprese regolari, in un contesto nel quale, a distanza di anni dal sisma, restano famiglie nelle soluzioni abitative di emergenza e cantieri ancora in ritardo.