Firenze (FI)

Sicurezza per la manifestazione del 24 ottobre a Firenze

Comune, Regione e forze dell’ordine preparano il dispositivo per evitare disordini durante il corteo di sabato.

In vista della manifestazione organizzata sabato 24 ottobre 2026 a Firenze dal movimento 17 ottobre, le istituzioni e le forze dell’ordine stanno definendo le misure di sicurezza per l’appuntamento previsto alle 15 in piazza Santa Maria Novella. Il tema è stato affrontato dall’assessore alla sicurezza del Comune di Firenze, Andrea Giorgio, intervenuto in un’intervista a Controradio.

Giorgio ha spiegato che l’amministrazione si sta confrontando con la questura, la Digos e la prefettura per predisporre il dispositivo ritenuto più efficace. L’obiettivo indicato dall’assessore è prevenire eventuali disordini e proteggere la città da episodi di vandalismo o danneggiamento, ricordando quanto accaduto, secondo le sue parole, in altre realtà.

Il monitoraggio delle comunicazioni

Nel dispositivo saranno coinvolte le forze dell’ordine e la polizia municipale. L’assessore ha sottolineato che sono in corso attenzioni costanti e il monitoraggio dei canali social, dei gruppi e delle comunicazioni legate alla manifestazione. L’attività, ha precisato, è svolta principalmente dalla Digos.

Nel corso dell’intervista Giorgio ha distinto la protesta annunciata da altre mobilitazioni studentesche. A suo giudizio, l’iniziativa potrebbe essere caratterizzata da gruppi intenzionati a provocare danneggiamenti, compiere furti e creare confusione, senza una specifica rivendicazione politica. Si tratta di valutazioni espresse dall’assessore nel contesto della preparazione del servizio di sicurezza.

Le parole del presidente toscano

Sulla mobilitazione è intervenuto anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Secondo Giani, in città è stato predisposto quanto necessario per isolare ogni tentativo di degenerazione della protesta, confidando nella risposta di Firenze.

Il presidente regionale ha inoltre richiamato la differenza tra gli episodi di teppismo verificatisi, a suo dire, a Milano e Torino e le forme pacifiche e legittime di espressione del disagio sui temi della scuola. Giani ha citato anche la posizione assunta dagli studenti delle scuole fiorentine, che si sarebbero dissociati dall’iniziativa e avrebbero dichiarato di non voler partecipare.